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Da sinagoga a loft di lusso: Trani, così si è trasformata San Leonardo

L'ex sinagoga San Leonardo, in vico Gabriele Morola, diventa loft extra lusso con non più di quattro posti letto. E, così, la storia del quartiere ebraico di Trani e delle sue quattro sinagoghe cambia ancora adattandosi alla contemporaneità. Manca solo San Pietro Martire, che poi è la più antica di tutte, e poi il quadro sarà completo.

Significativo il nome che la società immobiliare proprietaria e gestore del bene ha dato alla struttura: «No church inside. Timeless place (Nessuna chiesa dentro, ma luogo senza tempo)». Nel logo figura una stella di David inserita in quella che sembra un'arcata, a giudicare dalla forma strutturale prevalente che si ritrova all'interno.

Tutto questo per rendere l'immagine di un luogo ebraico oggi sconsacrato e trasformato, lasciandone però in alcuni segni la sua memoria storica. L'ex sinagoga era stata posta in vendita nel 2011: dopo l'acquisto, la ristrutturazione conservativa è iniziata nel 2019 ed è terminata nel 2022, si progetto dello studio Piertito Cardillo interior designer, di Trani.

Di fattura duecentesca, ai tempi di Federico II questa sinagoga e quella di San Pietro martire (poco distante) erano considerate le più piccole delle quattro presenti in città. Dedicata nei secoli successivi prima a Santa Maria de Cara, poi a San Francesco Saverio ed infine a San Leonardo, nel tempo subì dei danneggiamenti anche esterni. Una vasca di purificazione (secondo le usanze ebraiche) e due lapidi datate 1741 e 1754 raccontano parte della sua storia.

L'edificio di culto entrò poi nelle disponibilità dalle suore Clarisse di San Giovanni: un privato l'acquistò da loro, nel 1966, per 550mila lire.