«E poi ti ritrovi un figlio che non conosci: magari fosse vero». Ha reagito così Felice Casale, d'impulso e d'istinto, sul suo profilo social, pubblicando la copia immagine del messaggio sms ricevuto da una utenza telefonica sconosciuta, spacciatasi per suo figlio.
Peccato che Raffaele Casale, il suo vero figlio, sia morto in un tragico incidente stradale il 16 agosto 2017 all'età di soli 26 anni, percorrendo in moto nella notte via Martiri di Palermo. Sono trascorsi quasi sette anni da allora ed oggi è ancora aperto il procedimento penale per l'accertamento delle responsabilità contestate a vario titolo ad alcuni indagati, entrati nel fascicolo dopo due richieste di archiviazione opposte dalla famiglia Casale.
L'ostinata determinazione di papà Felice affinché si faccia piena luce su quanto accadde quella maledetta notte è confluita nell'incidente probatorio: se ne resta in attesa dell'esito e delle conseguenti decisioni del giudice circa l'eventuale rinvio a giudizio di uno o più indagati.
Nel frattempo però, il nuovo episodio rende ancora più nervosa la lunga attesa alla ricerca di una verità pienamente accertata sulla morte di suo figlio, nell'ottica di una legittima richiesta di conoscere tutte le circostanze per le quali Raffaele Casale perse la vita.
Casale senior ha visto beffardamente ritornare in vita suo figlio sotto mentite spoglie, attraverso uno dei più classici messaggi-trappola per mezzo dei quali portare a compimento truffe telefoniche: basta effettivamente rispondere e, da lì, si mette in moto un meccanismo tale da carpire dati sensibili e sottrarre soldi ad insaputa delle ignare vittime.
«Ho pubblicato quello screenshot per mettere in guardia tutti i miei amici da questo tentativo di truffa sempre più ricorrente - precisa Casale padre -, ma non nascondo il dolore che ho provato nel vedermi raggiungere dal messaggio di un figlio che non ho più e nessuno potrà mai restituirmi».
