Quotidianamente le strade cittadine, ma anche i marciapiedi, sono interessate da lavori di manomissione del suolo pubblico per i sottoservizi: si tratta di diverse tipologie di lavori come linee telefoniche, fibra ottica, rete gas, rete illuminazione, condotte idriche e fognarie, eseguiti da aziende differenti, che a volte intervengono su una strada anche a breve distanza di tempo l’uno dall’altro.
Tali lavori sono autorizzati da determinazioni dirigenziali, le quali prescrivono diverse e precise condizioni da rispettare; al termine dei lavori è prevista dapprima la sistemazione provvisoria, nelle more dell’assestamento del rinterro, e il successivo ripristino definitivo a regola d’arte, entro sei mesi dal definitivo (regolamento comunale per la manomissione ed il ripristino del suolo pubblico del 2009, articoli 20-21-22-23-24).
Molto spesso dopo l’esecuzione dei lavori, strade e marciapiedi pubblici vengono lasciati in condizioni ben lontane dai requisiti minimi di sicurezza per automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni.
Basta fare un giro in città per rendersi conto che in aluni casi la sistemazione provvisoria avviene realizzando pericolosi dossi; il ripristino definitivo spesso viene eseguito ben oltre i sei mesi previsti dal regolamento comunale e in alcuni casi non viene proprio eseguito.
Via Martiri di Palermo, Via Duchessa d’Andria, Via Aldo Moro, Corso Imbriani, Via Giuseppe Palmieri, Via Superga sono solo alcuni casi.
Ma la domanda che in molti si pongono è: chi controlla che tale lavori di ripristino siano conformi al regolamento comunale? Chi controlla che vengano effettivamente eseguiti?
In questo articolo ci soffermiamo sui lavori di scavo eseguiti a maggio 2023 in via di Francia da parte di Acquedotto Pugliese per nuovi allacci di acqua e fogna per un complesso residenziale di ville in costruzione in nuova strada (traversa di via di Francia che ha preso il nome di 127ma strada a denominarsi come da cartello presente all’inizio di tale strada).
Alla notizia dei lavori in tanti commentarono negativamente in quanto i lavori interessavano sia la sede stradale in direzione Corato, asfaltata qualche mese prima dopo tanti anni di attesa e sia quella in direzione Trani, ma presto arrivarono le rassicurazioni dell’assessore ai lavori pubblici, Fabrizio Ferrante: «Acquedotto pugliese e la sua impresa esecutrice si sono impegnati a rifare completamente il manto stradale al termine dell’esecuzione dei lavori, e dunque non si limiteranno ad effettuare il ripristino della parte su cui effettueranno gli scavi, ma interverranno sull’intera sede stradale, dal marciapiede fino al cordolo della pista ciclabile, con tappeto completamente nuovo».
Ad oggi, come documentano le foto, la situazione è la stessa di 10 mesi fa al termine dei lavori: ripristino definitivo non eseguito, un pericoloso rialzo in cemento sulla corsia direzione Trani, parte del cordolo pista ciclabile, che fu abbattuto per permettere i lavori, non ancora ricostruito, pavimentazione della pista ciclabile non ancora ripristinata, marciapiede non ancora ricostruito.
Lavori di ripristino mal eseguiti o eseguiti con notevole ritardo e non contestati immediatamente alle ditte esecutrici, oltre a non garantire la sicurezza ai cittadini, si pensi ad esempio a coloro he guidano una bici o un monopattino, arrecano un danno alle casse del comune che successivamente dovrà necessariamente intervenire per la messa in sicurezza.






