La lavanda dei piedi anche all'assemblea. Nella chiesa di San Magno don Dino Cimadomo, parroco e celebrante, è andato oltre le 12 persone che richiamavano gli altrettanti apostoli ed erano presenti sull'altare: il rito simbolico più significativo della messa In Coena Domini si è esteso anche a tanti presenti nell’aula liturgica fra uomini, donne e bambini, con il parroco che sceglieva ciascun fedele a caso, senza minimamente avvisare.
A San Magno si fa così dal primo anno e chi si reca alla messa in Coena Domini, che proprio per questo si è molto prolungata nella durata rispetto alla consuetudine di tante altre chiese, sa che da un momento all'altro potrebbe essergli chiesto di sfilarsi scarpa e calza per farsi lavare il piede dal celebrante, così come Gesù fece ai suoi apostoli in segno di umiltà e spirito di servizio che ciascuno è chiamato a rendere in favore del prossimo.
Al termine della messa che richiama l’Ultima cena è iniziato il consueto pellegrinaggio dei tranesi verso gli altari della reposizione allestiti in ciascuna chiesa della città: come sempre tanta gente per strada per il rinnovarsi di un rito cui è difficile sottrarsi, nell'attesa di partecipare alla processione di penitenza della Madonna Addolorata.






