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Dehors irregolari, cinque da demolire subito: stanziati 50.000 euro

Un accordo quadro da 50.000 euro per demolire cinque dehors abusivi presenti in città. Lo ha determinato il dirigente dell'Area urbanistica, demanio, ambiente e Suap, Andrea Ricchiuti, affidando al geometra Giuseppe Arena i lavori di rimozione in danno di indebite occupazioni di suolo pubblico.

Il provvedimento è la naturale conseguenza di una serie di accertamenti svolti nei mesi scorsi dagli agenti della Polizia locale, con riferimento alle posizioni amministrative di operatori economici le cui attività avvengono anche e soprattutto attraverso l'utilizzo di attrezzature esterne rispetto ai locali al chiuso, spesso molto piccoli.

CONFUSIONE DA COVID

Gli esercizi si trovano sia nel centro storico, sia in quello urbano e le contestazioni, nella maggior parte dei casi, hanno riguardato il mancato rinnovo dei permessi già da tempo scaduti e probabilmente trascurati. Infatti, molti potrebbero avere confuso le proroghe consentite temporaneamente a causa del covid con quelle che, invece, l'autorità amministrativa non poteva più autorizzare perché scadute e non oggetto di domande di rinnovo.

A quanto si è appreso, nei giorni scorsi vi è stata una riunione a Palazzo di città in cui si sono concordate modalità e tempi degli interventi, che potrebbero estendersi anche ad altre strutture potenzialmente non in regola, sempre che nel frattempo i rispettivi commercianti non stiano provvedendo a regolarizzare le loro situazioni.

Peraltro va anche chiarito, come espressamente riportato nell'oggetto del provvedimento da lui firmato, che il dirigente parla di «lavori di rimozione in danno», circostanza che evidenzia il fatto che tali strutture si sarebbero dovute rimuovere a cura dei rispettivi esercenti, ma questi non hanno adempiuto a quanto già disposto nei loro confronti e, di conseguenza, l'ente pubblico si sostituisce ad essi per poi farsi rifondere i costi di ciascun intervento.

REGOLAMENTO CONTESO

Tale circostanza lascia comprendere, in maniera altrettanto palese, che si sia arrivati ad un braccio di ferro probabilmente legato anche ad una tuttora, persistente, mancanza di piena chiarezza in merito al regolamento comunale dei dehors, di cui da più parti si invoca l'aggiornamento.

Peraltro, il regolamento in questione non si perde nella notte dei tempi, ma fu approvato dal consiglio comunale il 27 ottobre 2017, con lo stesso sindaco Bottaro in carica e la soddisfazione prevalente degli operatori commerciali stessi, poiché pareva ponesse fine ad una lunga epoca di incertezze e vera e propria anarchia.

Oggi, però, sembrerebbe che il nuovo aspetto destabilizzante sia la posizione della Soprintendenza, che avrebbe più marcatamente chiesto di esprimersi sulla materia giacché nel 2017 lo aveva fatto sì, ma con un parere di massima e non pienamente articolato.

FRA BUON SENSO E INTRANSIGENZA

È proprio qui allora che si gioca la partita, poiché nel frattempo le attività commerciali chiedono di lavorare nella stagione estiva senza subire contraccolpi lesivi sia dell'immagine, sia soprattutto dei loro affari. Si tratta di un motore ormai centrale dell'economia tranese e, da questo punto di vista, si vorrebbero cercare e trovare soluzioni condivise nei tavoli istituzionali in cui tutti sono chiamati a dare il loro contributo, Soprintendenza compresa.

Il dirigente, dal canto suo, è lapidario nel dare atto del fatto che siamo in presenza di un «Regolamento per l'occupazione del suolo pubblico mediante allestimento con dehors di attività stagionali e continuative. In caso di indebita occupazione di suolo pubblico a mezzo dehors (quali tavoli, sedie, pedane, paraventi, pergotende, ombrelloni, strutture chiuse ed altro), è compito dell'amministrazione provvedere a ripristino dello stato dei luoghi a spese degli occupanti, ai sensi del regolamento stesso».

Ed allora, se si parte con le rimozioni in danno, sembra di comprendere che qualcosa nel dialogo si sia rotto. Con tutte le conseguenze del caso.


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