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Rubriche storiche: Francesco De Sanctis e via Anseramo da Trani

 TRA STRADE E STORIE…PILLOLE DI TRANESITA’
VIA ANSERAMO da Trani

COLLOCAZIONE: tratto toponomastico presente dal civico n. 7 di Piazza Indipendenza e da Corso Vittorio Emanuele II fino a Via Mons. F. Petronelli.

STORIA:

Anseramo è un importante scultore ed architetto tranese del 1200 a cui vengono commissionate notevoli opere. In special modo è ricordato per alcuni suoi contributi presso la Cattedrale di Bari, circa alcuni altari laterali appositamente dedicati ai santi. Ad Oria, Anseramo fa parte della squadra di artisti che realizza l’importante Castello di caccia, idem in territorio di Andria per quanto concerne l’edificazione del Castel del Monte, commissionato da Federico II di Svevia. L’architetto si contraddistingue anche per una dedita passione del culto dei defunti, così realizza alcune tombe dell’importante e nobile famiglia Falcone presso la vicina Bisceglie.

ANEDDOTI EDO E CICCIO

  • Ettore Fieramosca e P.R.G.: in Italia, con la legge n. 2359 del 1865 si inizia a parlare di urbanistica. Solamente nel 1942, però, vengono approvati i Piani Regolatori Generali. Già nel 1888 Trani, anticipando i tempi, considera ed assegna alcune denominazioni urbanistiche. Così, circa il tratto comunale in oggetto viene inizialmente decisa la denominazione ad Ettore Fieramosca, condottiero della famosa sfida lanciata a Barletta ma svolta in territorio di Trani (tra Andria e Corato). Tuttavia, il Comune, non avendo mai approvato tale P.R.G, determina la soppressione dell’originaria intitolazione, assegnandola all’artista Anseramo.
  • Opere e stile: oltre alle già menzionate opere da lui realizzate, Anseramo da Trani ne è artefice di altre. Presso Terlizzi compone il magnifico sarcofago addossato alla Cattedrale locale, poi andato distrutto. Alcuni frammenti di questa realizzazione sono presenti presso le antiche carceri terlizzesi. Egli predilige le forme rigide e snelle anche nelle commissioni delle divinità antiche. È meticoloso nel comporre dei capitelli e allo stesso tempo si dedica alle decorazioni, in particolare di piante vive riprodotte nella loro vitalità. È ancora oggi discussa la sua firma in iscrizione, definita da alcuni come fin troppo superba.
  • BIBLIOGRAFIA

    G
    iuseppe Giusto – “Tante strade, tanta storia”, Regione Puglia, 2003, p. 30;
    Benedetto Ronchi – “Il Tranesiere”, 1960, II, n. 2, pp. 31-32

    “UN GIORNO, UN ANNO: ALMANACCO DI TRANI”
     “…il 29 gennaio 1883 De Sanctis pronuncia un discorso al Teatro S. Ferdinando di Trani…”

  • STORICO:
  • Francesco De Sanctis è uno dei più importanti critici letterari e storici della letteratura italiana. Nato a Morra Irpina (oggi Morra De Sanctis, AV) nel 1817, dedica la sua vita allo studio e all'insegnamento della letteratura italiana. La sua opera principale è "Storia della letteratura italiana", un testo fondamentale che analizza l'evoluzione della letteratura italiana dal Medioevo all'Ottocento, con particolare attenzione ai legami tra la letteratura e il contesto storico, sociale e culturale. De Sanctis è anche un attivo politico, partecipando al Risorgimento italiano e ricoprendo ruoli di rilievo come Ministro della Pubblica Istruzione. Il suo approccio alla critica letteraria combina sensibilità estetica e rigore storico, ponendo l'accento sull'importanza della letteratura come espressione dell'identità nazionale. De Sanctis, alla sua morte (29/12/1883), era Deputato del Collegio di Trani a seguito dell’elezione del 7 gennaio 1883. Il 16 gennaio 1950, su proposta del prof. Gazzilli e con il placet del Preside prof. Dell’Olio, il Liceo Classico di Trani viene intitolato a Francesco De Sanctis.

    ANEDDOTI EDO E CICCIO:

  • In Teatro a Trani: De Sanctis, accolto da Gaetano Quercia, tiene presso il Teatro San Ferdinando di Trani, un memorabile discorso datato 29 gennaio 1883. il Deputato eletto al Collegio di Trani sottolinea una forte esperienza politico-didattica impressa di alta moralità. Egli esplicita una vita politica impostata sulla sincerità che scaturisce in scelte sagge e fertili per la popolazione.  
  • “La nuova Atene”: che Atene fosse una città di prestigio lo si evince dalla cultura, dall’emancipazione, dalla civiltà, dall’arte e dal commercio che la caratterizza. Caratteristiche che mantiene anche sotto il dominio dell’Impero Roma e, persino, una volta occupata dai turchi, sino alla elezione a capitale della Grecia. L’illustre prof. De Sanctis, sempre durante il suo discorso presso il Teatro Comunale, esterna: «Mi piace che la Città capo del Collegio sia stata Atene delle Puglie perché fra Atene e miei studi e la mia vita c’è pure qualche simpatia». Una forte approvazione la sua, che riecheggia nell’oggi, nel nuovo millennio in una Trani, seppur con difficoltà, vorrebbe mantenere e migliorare un così forte traguardo!
  • BIBLIOGRAFIA

    Giovanni Gazzilli – “Il Tranesiere”, 1978, XX, n. 17-18, pp. 5-6; 1983, XXV, n. 9, pp. 7-9
    Raffaello Piracci – “Il Tranesiere”, 1983, XXV, n. 6, p. 23; 1983, XXV, n. 9, pp. 21-22
    Giuseppe Viesti – “Storia della città di Trani, Atene delle Puglie”, Landriscina Editrice, 2015, pp. 539-541
     

    Rubriche a cura di ALFREDO CAVALIERI E FRANCESCO SQUATRITI


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