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Rubriche storiche: Trani esce dal Comprensorio nord barese e via fra' Diego Àlvarez

 TRA STRADE E STORIE…PILLOLE DI TRANESITA’

VIA FRA' DIEGO ÀLVAREZ

COLLOCAZIONE: tratto toponomastico presente da Piazza Re Manfredi sino a via Valdemaro Vecchi. Già intitolato via Tiro a Segno.

Diego Àlvarez nasce nel 1555 a Medina de Rioseco nell’antica Castiglia, in Spagna. Religioso domenicano, fra' Diego è elevato alla dignità di arcivescovo di Trani dal 1606 al 1632. Durante il suo episcopato è ricordato per il suo forte impegno pastorale, in special modo nei riguardi del santo patrono Nicola il Pellegrino e della degna collocazione delle sue ossa in una preziosa urna argentea e del culto relativo. Grazie al suo lavoro, la Curia vescovile prende sede presso Palazzo Rogadeo sino ai tempi d’oggi, appunto, sede dell’arcivescovo pro-tempore di Trani-Barletta-Bisceglie. Tra le moltissime opere da lui compiute, si ricorda la costruzione dell’imponente chiesa di S. Domenico, del Seminario (oggi Museo-Pinacoteca). A seguito della sua morte, i suoi beni confluiscono nel Conservatorio di S. Lorenzo, istituito per le ragazze meno abbienti locali. Il presule Diego è ancora oggi ricordato per il suo impegno umano e nell’ambito del culto che tanto ha amato e diffuso attraverso ogni mezzo figlio del suo tempo.

ANEDDOTI

  • Rievocazione storica: nel 1620 la Puglia è invasa dagli attacchi saraceni. L’arcivescovo Àlvarez predispone che vi siano delle giornate di preghiera chiedendo di essere risparmiati. A seguito delle barbarie verso le vicine Manfredonia e Barletta, Trani è miracolosamente risparmiata. Così, per voto cittadino il vescovo desidera costruire una chiesa nella zona ove sarebbero sbarcati gli invasori dedicandola a S. Maria del Soccorso, per quanto operato per i tranesi. Ad oggi la stessa è stata inglobata tra le mura del Camposanto e ne è divenuta la Chiesa Madre. Ogni anno, a ricordo delle scampate uccisioni la città aveva istituito una sorta di rievocazione concernente in una battaglia (simulata) tra cristiani e musulmani, a ricordo dell’antico voto. Col passare degli anni l’evento annuale muta realmente in una vera e propria battaglia, sin quando l’arcivescovo Giuseppe Davanzati ne impone la soppressione per evitare reali morti tra concittadini che, in attesa della Sfida coi saraceni avrebbero in quell’occasione rivendicato i propri egoismi altrui.
  • Arte e stampa: risulta assai curioso il rapporto precursore tra frà Diego l’arte e la stampa. Il pastore tranese, sostiene che essi siano due mezzi per diffondere la cultura e i culti devozionali. Così, nel 1617 fa convenire in Trani il tipografo Costantino Vitale, pervenuto da Napoli. Grazie a quest’ultimo, è stampato in loco l’opera «Dispute sulla prima parte della seconda di S. Tommaso». Due anni successivi, interviene in città Lorenzo Valerii, noto stampatore romano che istituisce in paese un’officina tipografa che di li a poco avrebbe ottenuto un forte prestigio. A seguito dell’opera sul santo di Aquino, sono pubblicate: «Risposta alle obiezioni sull’accordo della libertà con la predestinazione» (1622); «Manuale concionatorum» (1622); «Trattato degli aiuti della grazia e della forza del libero arbitrio» (1625); «Storia dell’origine, dei progressi e della condanna dell’eresia di Pelagio» (1629).
  • BIBLIOGRAFIA

    Giuseppe Giusto – “Tante strade, tanta storia”, CRSEC Regione Puglia, 2003, pp. 27-28
    Benedetto Ronchi – “Il Tranesiere”, 1960, II, n. 3, p. 50

    “UN GIORNO, UN ANNO: ALMANACCO DI TRANI”

     “…Il 15/03/1990 Trani esce dal Comprensorio Nord Barese…”

    Il Comprensorio del Nord Barese nasce nel 1974 con l’obiettivo di unire le forze sociopolitiche di alcuni comuni della provincia di Bari. Trani aderisce ufficialmente all’iniziativa con delibera comunale del 7 febbraio 1975, sostenendo pienamente la visione di una politica intercomunale collaborativa per affrontare le criticità del territorio. Nel 1982, grazie al consenso unanime dei consigli comunali delle città coinvolte, il progetto prende slancio, portando a una crescita demografica che sfiora le 400.000 persone. L’ente istituzionale vede come figure di riferimento il presidente, Prof. Giuseppe Colasanto, il relatore, Prof. Mario Mangione, e l’ingegnere Antonio Ruggiero. Tuttavia, nel corso degli anni, emergono divergenze sui reali obiettivi dell’iniziativa. Con la delibera comunale del 15 marzo 1990, il consiglio comunale evidenzia come la prospettiva di una nuova istituzione provinciale abbia perso la sua originaria vocazione economico-sociale, affermando che: «[...] il Comprensorio si è rivelato sostanzialmente finalizzato alla creazione di un polo baricentrico alternativo rispetto agli interessi delle popolazioni inizialmente coinvolte, fino al punto da prevedere l’istituzione di una nuova provincia senza la unanimità dei consensi». Il sogno di una provincia con capoluogo Barletta si infrange definitivamente nel 1990, quando la proposta viene bocciata dal governo e ironicamente ribattezzata dalla stampa come la “Provincia della... Burletta”. Solo nel 2004, con l’ingresso di Andria e Trani, la provincia vede finalmente la luce, questa volta con una struttura a tre capoluoghi, grazie anche alla presenza del polo giudiziario. La nuova istituzione a “più teste” (unica in Italia) è sintomo di quanto sia controproducente procedere in forma singolare e convinta senza il coinvolgimento di altrettante potenze storico-sociali tra comuni, in fin dei conti, così vicini tra loro!

    ANEDDOTI

    1. Gonfalone: il 30 ottobre del 1986, presso la sede del Circolo Unione tranese si espone e benedice il gonfalone-stendardo del Comprensorio. Esso è realizzato dalla Ditta Costantino (Bari) coadiuvato dagli artisti: prof. Aurelio Carella e Dott. Vittorio Infante. Al centro dell’opera è posto il Castel del Monte con attorno gli stemmi dei singoli comuni: Barletta, Andria, Bisceglie, Canosa, Corato, Minervino. Alla serata intervengono l’Arcivescovo Giuseppe Carata, il Prof. Giuseppe Viesti (presidente del Circolo) e l’Avv. Vincenzo Caruso, sindaco di Trani.
  • Provincia ex-novo: Che vi fosse l’idea di rendere il Comprensorio del Nord Barese in provincia lo si evince dalle notevoli battaglie iniziate dalla vicina Barletta. Tuttavia, la proposta vera e propria nasce nel 1988 durante un’importante riunione tra i sindaci dei comuni succitati durante il quale l’onorevole Enzo Binetti già parla di “nuova provincia”, senza specificare l’ipotetico capoluogo (poi divenuti tre). Il progetto, seppur sostenuto fortemente anche attraverso alcune lotte politiche vede la concretizzazione col coinvolgimento attivo (culturale e storico) di un tessuto sociale sempre più esteso sino alla formazione della attuale “sesta” provincia.
  • BIBLIOGRAFIA
    Raffaello Piracci
    – “Il Tranesiere”, 1982, XXIV, n. 3, pp. 13-14; 1986, XXVIII, n. 6, pp. 27-28; 1987, XXIX, n. 4, p. 41; 1988, XXX, n. 6, pp. 41-41; 1990, XXXII, n. 1, pp. 29-30                    

    Rubriche a cura di Alfredo Cavalieri e Francesco Squatriti                          


    Notizie del giorno

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