TRA STRADE E STORIE…PILLOLE DI TRANESITA’
VIA FRA' DIEGO ÀLVAREZ
COLLOCAZIONE: tratto toponomastico presente da Piazza Re Manfredi sino a via Valdemaro Vecchi. Già intitolato via Tiro a Segno.
Diego Àlvarez nasce nel 1555 a Medina de Rioseco nell’antica Castiglia, in Spagna. Religioso domenicano, fra' Diego è elevato alla dignità di arcivescovo di Trani dal 1606 al 1632. Durante il suo episcopato è ricordato per il suo forte impegno pastorale, in special modo nei riguardi del santo patrono Nicola il Pellegrino e della degna collocazione delle sue ossa in una preziosa urna argentea e del culto relativo. Grazie al suo lavoro, la Curia vescovile prende sede presso Palazzo Rogadeo sino ai tempi d’oggi, appunto, sede dell’arcivescovo pro-tempore di Trani-Barletta-Bisceglie. Tra le moltissime opere da lui compiute, si ricorda la costruzione dell’imponente chiesa di S. Domenico, del Seminario (oggi Museo-Pinacoteca). A seguito della sua morte, i suoi beni confluiscono nel Conservatorio di S. Lorenzo, istituito per le ragazze meno abbienti locali. Il presule Diego è ancora oggi ricordato per il suo impegno umano e nell’ambito del culto che tanto ha amato e diffuso attraverso ogni mezzo figlio del suo tempo.
ANEDDOTI
BIBLIOGRAFIA
Giuseppe Giusto – “Tante strade, tanta storia”, CRSEC Regione Puglia, 2003, pp. 27-28
Benedetto Ronchi – “Il Tranesiere”, 1960, II, n. 3, p. 50
“UN GIORNO, UN ANNO: ALMANACCO DI TRANI”
“…Il 15/03/1990 Trani esce dal Comprensorio Nord Barese…”
Il Comprensorio del Nord Barese nasce nel 1974 con l’obiettivo di unire le forze sociopolitiche di alcuni comuni della provincia di Bari. Trani aderisce ufficialmente all’iniziativa con delibera comunale del 7 febbraio 1975, sostenendo pienamente la visione di una politica intercomunale collaborativa per affrontare le criticità del territorio. Nel 1982, grazie al consenso unanime dei consigli comunali delle città coinvolte, il progetto prende slancio, portando a una crescita demografica che sfiora le 400.000 persone. L’ente istituzionale vede come figure di riferimento il presidente, Prof. Giuseppe Colasanto, il relatore, Prof. Mario Mangione, e l’ingegnere Antonio Ruggiero. Tuttavia, nel corso degli anni, emergono divergenze sui reali obiettivi dell’iniziativa. Con la delibera comunale del 15 marzo 1990, il consiglio comunale evidenzia come la prospettiva di una nuova istituzione provinciale abbia perso la sua originaria vocazione economico-sociale, affermando che: «[...] il Comprensorio si è rivelato sostanzialmente finalizzato alla creazione di un polo baricentrico alternativo rispetto agli interessi delle popolazioni inizialmente coinvolte, fino al punto da prevedere l’istituzione di una nuova provincia senza la unanimità dei consensi». Il sogno di una provincia con capoluogo Barletta si infrange definitivamente nel 1990, quando la proposta viene bocciata dal governo e ironicamente ribattezzata dalla stampa come la “Provincia della... Burletta”. Solo nel 2004, con l’ingresso di Andria e Trani, la provincia vede finalmente la luce, questa volta con una struttura a tre capoluoghi, grazie anche alla presenza del polo giudiziario. La nuova istituzione a “più teste” (unica in Italia) è sintomo di quanto sia controproducente procedere in forma singolare e convinta senza il coinvolgimento di altrettante potenze storico-sociali tra comuni, in fin dei conti, così vicini tra loro!
ANEDDOTI
- Gonfalone: il 30 ottobre del 1986, presso la sede del Circolo Unione tranese si espone e benedice il gonfalone-stendardo del Comprensorio. Esso è realizzato dalla Ditta Costantino (Bari) coadiuvato dagli artisti: prof. Aurelio Carella e Dott. Vittorio Infante. Al centro dell’opera è posto il Castel del Monte con attorno gli stemmi dei singoli comuni: Barletta, Andria, Bisceglie, Canosa, Corato, Minervino. Alla serata intervengono l’Arcivescovo Giuseppe Carata, il Prof. Giuseppe Viesti (presidente del Circolo) e l’Avv. Vincenzo Caruso, sindaco di Trani.
BIBLIOGRAFIA
Raffaello Piracci – “Il Tranesiere”, 1982, XXIV, n. 3, pp. 13-14; 1986, XXVIII, n. 6, pp. 27-28; 1987, XXIX, n. 4, p. 41; 1988, XXX, n. 6, pp. 41-41; 1990, XXXII, n. 1, pp. 29-30
Rubriche a cura di Alfredo Cavalieri e Francesco Squatriti
