Sami Modiano, uno degli ultimi sopravvissuti all’orrore di Auschwitz-Birkenau, oggi compie 95 anni. La sua esistenza è testimonianza viva della Shoah, ma anche un inno alla forza, alla dignità e alla memoria.
Sami ha attraversato l'inferno del campo di sterminio nazista, perdendo lì i suoi affetti più cari. Ma dalla tragedia ha scelto di rinascere come testimone, dedicando la sua vita ai giovani, alle scuole, alla verità. Con parole semplici e sguardo limpido, ha raccontato l'indicibile per educare alla pace, alla tolleranza, alla responsabilità storica.
Oggi, a 95 anni, Sami è una delle ultime voci dirette dell’Olocausto, e al tempo stesso una figura di rara umanità e coraggio, capace di trasformare il dolore in impegno civile.
La sua storia si intreccia anche con Trani, città dalla storica tradizione ebraica qui, nel 2007, Modiano fu tra gli ospiti della mostra itinerante “Shoah”, ospitata nel Castello svevo. L’esposizione, ricca di fotografie, documenti e testimonianze, fu un grande momento di memoria collettiva, insieme ad altre figure straordinarie come Piero Terracina, Alberto Mieli, Nedo Fiano e lo scrittore Aldo Zargani, che condivise con i ragazzi la sua esperienza grazie al libro “Per violino solo”, dove ha raccontato le vicende della propria famiglia ebrea che riuscì a salvarsi dopo anni di umiliazioni.
Oggi, mentre Sami festeggia 95 anni, il suo legame con Trani torna a far riflettere sull’importanza di continuare a raccontare. La sua vita è un faro di umanità, un monito contro l’indifferenza e un invito alla responsabilità storica.
Perché la memoria non è solo ricordo: è un impegno verso il futuro.
