Continuare ad insistere sui concorsi di progettazione per costruire nuove Chiese con il coinvolgimento essenziale degli architetti ma lavorare anche, nello stesso modo, sull’enorme patrimonio ecclesiale da adeguare, riutilizzare e trasformare. Si è parlato di questo e di tanto altro nel corso del seminario formativo organizzato dall’Ordine degli Architetti PPC della BAT a Palazzo Covelli con il coinvolgimento essenziale di “Chiesa Oggi”, la rivista nata nel 1992 e da allora punto di riferimento per l’architettura sacra, i beni culturali ecclesiali, spazi di culto e luoghi di aggregazione.
«Oggi il tema della gestione del patrimonio ecclesiastico diffuso sul territorio nazionale – ha spiegato nel suo intervento l’arch. Caterina Parrello, direttore editoriale di “Chiesa Oggi” - ci porta a ripensare sia all'edilizia di culto di nuova realizzazione ma anche all'effettiva manutenzione, riuso e trasformazione del patrimonio esistente con un’attenzione alla cura e alla progettazione non solo rivolta al fabbricato ma anche alla comunità che deve viverla». Un patrimonio già costruito formato da circa 100mila immobili censiti in tutta Italia e per cui servono azioni urgenti di adeguamento e manutenzione: «Dai numeri si comprende bene che è un patrimonio diffuso e capillare – ha detto l’arch. Caterina Parrello - ma soprattutto è un modo per riconoscersi anche come identità culturale. Ogni comunità ed ogni luogo sono diversi per storia, anche per le dedicazioni che ci sono e insieme al patrimonio immobiliare e culturale esiste anche il patrimonio immateriale che è parte integrante della costruzione di un'identità, di una comunità e di un popolo». L’incontro è nato anche dal focus organizzato da “Chiesa Oggi” in occasione del Giubileo del 2025, sui 25 anni di concorsi di progettazione per le nuove chiese in Italia e sui concorsi di progettazione per l’adeguamento liturgico delle cattedrali.
Temi questi affrontati anche con l’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie con la presenza del vicario generale Don Sergio Pellegrini che si è reso disponible ad intraprendere un dialogo attivo con la comunità degli architetti per condividere insieme nuove strategie e opportunità sulla gestione e valorizzazione del patrimonio ecclesiastico. Al seminario ha partecipato anche il direttore dell’ufficio beni culturali ed edilizia di culto della stessa Arcidiocesi l’ing. Antonio Ragno: «Il patrimonio ecclesiastico italiano è del 70% rispetto a quello generale. L'Italia tra l'altro è la prima nazione al mondo come patrimonio Unesco – ha spiegato l’ing. Ragno - per cui immaginiamo queste entità di beni culturali ecclesiastici che costituiscono un elemento non indifferente, ma soggetto fondamentalmente da tutelare da parte dell'intera comunità. Le Chiese, in particolare, per volontà della Conferenza Episcopale Italiana, hanno ingresso gratuito. Questo chiaramente non consente di poter avere quegli introiti e quelle risorse per poter effettuare gli interventi necessari. Ecco perchè è fondamentale l’8x1000 o altre azioni per recuperare risorse».
L’ing. Ragno ha specificato come proprio nell’Arcidiocesi ci siano diverse situazione di questo genere da affrontare a partire per esempio dalla stessa Cattedrale di Santa Maria Assunta a Trani dove c’è da completare l’adeguamento liturgico. Il concorso di progettazione è senza dubbio uno strumento importante considerando il necessario coinvolgimento degli architetti: «Ritengo che il concorso sia l'unico vero strumento che possa rimettere al centro l'architetto – ha spiegato l’arch. Andrea Roselli Presidente dell’Ordine Architetti PPC BAT - e che possa dare la possibilità a giovani architetti di mettersi in luce e soprattutto di avere un risultato, il miglior risultato possibile, sotto il profilo sia della progettualità che della funzione. Il patrimonio ecclesiastico è comunque enorme ed oggi è rappresentato da tanti di questi immobili chiusi, perché non vengono più utilizzati. Per questo è ancor di più necessario l'intervento di noi architetti per tentare di recuperare, restaurare e riaprire sia ai fedeli e sia magari ai turisti questo immenso patrimonio».




