Sinistri fantasma, un sistema di frodi assicurative orchestrato tra carabinieri, avvocati e medici: il Gip del Tribunale di Trani ha disposto misure cautelari nei confronti di sei persone, di cui cinque finite in carcere e una agli arresti domiciliari, mentre altre ventisei risultano deferite in stato di libertà.
L'INDAGINE
L'attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani e condotta dalla Compagnia Carabinieri di Andria tra ottobre 2024 e marzo 2025, ha portato alla luce un sistema articolato e ramificato, finalizzato alla formazione di pratiche assicurative artificiose e al conseguimento di indebiti indennizzi. I destinatari delle misure cautelari sono due appartenenti all'Arma dei Carabinieri, due avvocati e due medici, ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di falso ideologico in concorso - aggravato perché commesso da cinque o più persone -, frode e depistaggio in processo penale, corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio, corruzione di persona incaricata di pubblico servizio e falsità ideologica in certificati commessa da persona esercente un servizio di pubblica necessità.
IL MECCANISMO
Il sistema ipotizzato dagli inquirenti si reggeva su una divisione di ruoli precisa e collaudata. Gli appartenenti all'Arma avrebbero fornito copertura documentale agli eventi simulati mediante false annotazioni di servizio e atti pubblici idonei ad attribuire credibilità ai sinistri nei confronti delle compagnie assicurative. Gli avvocati avrebbero curato le pratiche risarcitorie connesse ai falsi incidenti, raccordandosi con i medici per l'acquisizione di certificazioni sanitarie funzionali alle richieste di rimborso. I medici, infine, avrebbero rilasciato certificazioni, prognosi e attestazioni di invalidità non correlate ad effettive condizioni cliniche, ma costruite ad arte per sostenere le richieste di risarcimento.
Un elemento di particolare gravità emerge riguardo a uno dei sanitari: sebbene già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari e quindi nell'impossibilità di esercitare la propria professione, avrebbe comunque emesso diciannove certificati medici falsi, senza aver mai visitato alcuno dei pazienti coinvolti nei finti sinistri stradali.
In più casi, gli incidenti risultavano caratterizzati dalla presenza di soggetti tra loro collegati da rapporti di parentela o relazionali e dal coinvolgimento, come controparti, di cittadini stranieri - in particolare rumeni - alla guida di veicoli immatricolati all'estero, prevalentemente in Romania e Bulgaria.
I CASI PIÙ SIGNIFICATIVI
Fra i dodici falsi sinistri stradali ritenuti accertati, due episodi si distinguono per la loro esemplarità. Il 30 gennaio 2023, a Canosa di Puglia, per entrambi gli indagati italiani coinvolti nel sinistro si accertava documentalmente la reale presenza in Romania al momento del fatto; ciononostante, risultavano visitati in quella stessa data presso il pronto soccorso dell'ospedale di Cerignola e avevano contestualmente sottoscritto il modulo di constatazione amichevole con la controparte.
Il 16 ottobre 2023, sempre a Canosa di Puglia, uno dei veicoli coinvolti nell'incidente, recante targa rumena, risultava non aver mai lasciato il territorio nazionale estero. In altri episodi contestati, l'analisi dei report di traffico telefonico e dei tracciati Gps dei veicoli indicava che gli indagati si trovavano in luoghi completamente diversi da quello in cui il sinistro veniva artatamente attestato.
IL GIRO D'AFFARI E LO STATO DEL PROCEDIMENTO
Il giro d'affari stimato dagli inquirenti ammonta a oltre centomila euro in relazione ai soli falsi sinistri accertati; una cifra suscettibile di significative variazioni al rialzo in relazione agli altri venti episodi, caratterizzati da plurime incongruenze, ancora al vaglio dell'autorità giudiziaria.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. All'esecuzione delle misure cautelari seguirà l'interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati. L'eventuale responsabilità penale dovrà essere accertata in sede processuale, nel contraddittorio tra le parti.
