«Abbiamo dimostrato cosa vuol dire fare squadra e amare la città». Con queste parole il candidato sindaco Giacomo Marinaro ha commentato il risultato delle elezioni comunali di Trani, che lo hanno visto classificarsi al terzo posto con circa il 22 per cento dei voti, alla guida di una coalizione di cinque liste civiche. Un risultato che non ha consentito l’accesso al ballottaggio, obiettivo dichiarato della campagna, ma che Marinaro ha voluto leggere comunque come un successo, tanto sul piano dei numeri quanto su quello del progetto politico costruito attorno alla sua candidatura.
LA SFIDA AI POTENTI
«Mai nessuno ha sfidato i potenti, i ricchi, quelli che gestivano il potere e li ha messi in difficoltà come abbiamo fatto noi, con il cuore, le idee e le cose» ha dichiarato Marinaro nella serata dei risultati, davanti ai suoi sostenitori. Un messaggio netto, che ha caratterizzato fin dall’inizio il tono di questa campagna elettorale e che il candidato ha voluto ribadire anche nell’ora della sconfitta, trasformandola in una dichiarazione programmatica per il futuro. Il 22 per cento ottenuto, ha sottolineato, non sarà soltanto un dato da archiviare. «Questo 20 per cento non solo sarà importante, ma lo faremo pesare in ogni sede, in ogni ruolo, ma sempre tutti insieme» ha promesso, davanti a una platea che lo seguiva con attenzione mista alla delusione per il mancato accesso al ballottaggio, che – a suo dire – «era il nostro obiettivo minimo».
IL FUTURO DELLE CIVICHE
Cinque liste civiche, nessun partito tradizionale alle spalle: questo l’impianto della candidatura Marinaro, un esperimento politico che il diretto interessato non ha alcuna intenzione di lasciare naufragare dopo la tornata elettorale. «L’esperimento delle civiche non deve assolutamente morire, deve svilupparsi» ha affermato con nettezza. Le cinque liste, ha spiegato, non potranno restare in piedi così come sono, ma l’obiettivo è selezionare tra esse un soggetto che possa continuare a dare battaglia. «Sceglieremo un soggetto dei cinque che debba continuare, perché noi continueremo non solo a esserci ma a dare legge e a essere presenti ovunque» ha aggiunto. Una prospettiva di lungo periodo che Marinaro ha ancorato a una valutazione di fondo sull’esperienza appena conclusa: «Abbiamo dimostrato che da questo gruppo può uscire davvero la classe dirigente che Trani deve avere».
UNITÀ E AUTOCRITICA
Nessuna recriminazione verso i compagni di strada, ma anche nessuna fuga dalle responsabilità. Marinaro ha scelto di assumersi in prima persona il peso degli errori commessi nel corso della campagna, chiedendo ai suoi di non abbandonare il campo. «I demeriti sono i miei – ha detto – e dovrò fare ammenda». E alla coesione del gruppo ha dedicato parole durissime, seppur pronunciate con l’ironia di chi conosce bene i propri uomini: «Il primo che esce da questo gruppo, lo rincorro e gli spezzo le gambe, perché insieme faremo ancora la differenza e daremo a Trani quello che abbiamo sognato di darle».
