«L'abbattimento delle liste d'attesa? Solo fumo negli occhi». È la denuncia contenuta in una lettera aperta all'Asl Bat che racconta il caso di un settantottenne di Trani al quale è stata fissata una prima visita urologica per il 13 luglio 2029, tre anni dopo la prescrizione del medico di famiglia, nonostante la priorità «D» preveda per legge un'attesa massima di trenta giorni.
L'uomo, affetto da dolori ai reni e alla vescica, ha ricevuto al Cup come prima disponibilità l'ambulatorio di Urologia dell'ospedale «Bonomo» di Andria. Una data che evidenzia, secondo l'autore della lettera, il divario tra le norme e la realtà del sistema sanitario.
Il documento richiama infatti il Piano nazionale di governo delle liste di attesa 2026-2028, che stabilisce tempi massimi di trenta giorni per le prestazioni differibili, e sottolinea le ulteriori difficoltà per il paziente: l'assenza di un ambulatorio di Urologia a Trani, la necessità di raggiungere Andria e l'eventuale ricorso all'intramoenia, con un anticipo di circa 120 euro, nonostante il diritto all'esenzione.
Nella parte finale la lettera estende la critica all'intero sistema sanitario pugliese, denunciando liste d'attesa, difficoltà di accesso alle cure e promesse disattese. Pur contenendo valutazioni politiche, il caso documentato dalla prescrizione e dalla prenotazione fissata al 2029 pone l'attenzione sulla distanza tra i tempi previsti dalla legge e quelli effettivamente garantiti ai cittadini.
