«Se tre indizi fanno una prova, allora appare evidente come Marco Galiano, da quando ha deciso di intraprendere questo percorso, abbia scoperto l'amore per chi proviene dalla Lega, dimenticando il suo credo politico». Lo sostengono, in una nota congiunta, i quattro segretari cittadini e i sette consiglieri comunali di centrodestra di Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lista Guarriello e Trani Libera, tornando ad attaccare la conduzione politica dell'amministrazione comunale tranese.
Secondo i firmatari, le scelte del sindaco farebbero emergere una particolare vicinanza verso esponenti con un trascorso nella Lega, in contraddizione - a loro dire - con l'appartenenza e gli ideali dello stesso primo cittadino.
Nel documento vengono richiamati tre episodi ritenuti dimostrativi di questa tesi. Ad aprile il sindaco avrebbe deciso di rompere l'alleanza con il Movimento 5 Stelle, alleato del centrosinistra nel cosiddetto «campo largo», per accogliere nella coalizione l'ex segretario cittadino e consigliere comunale della Lega Gianni di Leo. A luglio Galiano avrebbe poi nominato in giunta Carlo Laurora, pochi mesi prima candidato alla Regione con la Lega. Infine, i firmatari ritengono ormai prossima anche la nomina di Anna Curci, anch'essa candidata alla Regione con la Lega, nel Cda di Amet.
Da qui l'ipotesi, avanzata dai gruppi di centrodestra, che l'amministrazione non stia scegliendo in piena autonomia, ma stia «subendo» decisioni altrui, figlie - secondo la nota - di una linea politica identica a quella portata avanti nei precedenti undici anni di governo cittadino. Chi sperava in una discontinuità reale dopo l'ultima tornata elettorale, sostengono i firmatari, si troverebbe oggi di fronte a un apparato politico e gestionale rimasto pressoché immobile, nonostante il cambio di sindaco e la sostituzione di tre soli assessori.
Nella nota si legge inoltre che la gestione della cosa pubblica a Trani assomiglierebbe sempre più a un «ufficio di collocamento» ad uso della filiera di centrosinistra, con qualche innesto di centrodestra. Un sistema, scrivono i firmatari, in cui nomine e incarichi finirebbero per diventare prerogativa di segretari di partito, familiari e fedelissimi di corrente, quasi un «feudo» in cui cariche pubbliche e seggi negli esecutivi assumerebbero i tratti di una proprietà ereditaria riservata alle stesse famiglie di potere.
A destare maggiore preoccupazione, per i gruppi di centrodestra, sarebbe la passività del sindaco, che avrebbe scelto la strada del «lasciar fare», rinunciando al proprio ruolo di guida. Viene citato, come esempio, l'ultimo consiglio comunale, nel corso del quale Galiano sarebbe apparso insofferente e spesso lontano dall'aula, incapace di prendere posizione dinanzi allo scontro tra due consiglieri della propria maggioranza. Viene inoltre richiamato un incontro pubblico a Villa Guastamacchia, dove il sindaco sarebbe stato lasciato solo dalla «vecchia guardia», ritenuta responsabile di non aver affrontato per tempo le criticità del quartiere Stadio.
«Cos'altro sarà disposto ad accettare il sindaco Marco Galiano pur di accontentare la sua maggioranza?», si chiedono, in chiusura, i gruppi di Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lista Guarriello e Trani Libera.
Nella parte conclusiva della nota, i firmatari precisano di «non voler processare chi, in passato, ha lasciato la Lega per il centrosinistra, pur non condividendone il trasformismo. Diverso, però, il giudizio su chi - scrivono - avrebbe utilizzato partiti e movimenti politici «come le porte girevoli di un hotel», entrando e uscendo in base alle proprie convenienze».
