In un presente dominato dalla velocità del click e dal consumo immediato delle informazioni, esiste ancora un bisogno profondo di fermarsi, ascoltare e riflettere. È da questa esigenza che muove i suoi passi l’associazione culturale «Il Calamaio», guidata dal presidente Gianni De Iuliis e dal segretario Antonio Notarpietro (Kantoine).
Un nome che racchiude già una precisa dichiarazione d’intenti. Se la frenesia digitale rischia di consumare parole e immagini nell’arco di un istante, l’inchiostro ha bisogno di tempo per depositarsi e lasciare un segno. Un segno che resta, diventa memoria e può essere ritrovato nel tempo. Questa visione ha trovato una prima concreta manifestazione il 10 maggio scorso, negli spazi dello Sporting Club di Trani, con la presentazione della prima edizione del concorso nazionale di poesia «L’Oasi». Un titolo tutt’altro che casuale: l’oasi non rappresenta una fuga dalla realtà né un nostalgico isolamento, ma un luogo reale e accessibile nel quale fermarsi, ritrovare lucidità, condividere esperienze e ricaricarsi.
Da quell’esperienza nasce «Il Calamaio e le sue oasi. Cronaca di un’utopia realizzata», volume antologico e fotografico curato da Gianni De Iuliis, con la collaborazione di Antonio Notarpietro e il reportage visivo di Luca Pistillo.
Il libro raccoglie e custodisce la memoria di quell’appuntamento, riunendo le voci di quarantotto autori, tra poeti del territorio, componenti della giuria e ospiti speciali. Un mosaico di sensibilità differenti che, attraverso la poesia, costruisce una vera e propria mappa dell’anima collettiva.
Le pagine attraversano temi e linguaggi diversi: dalle liriche più intime ai versi dedicati alla memoria storica, dai canti d’amore alle odi e alle composizioni ispirate alla propria terra e alla propria identità. Ne emerge un vero e proprio cantiere aperto sulla bellezza, sulla partecipazione e sulla condivisione. Ma «Il Calamaio e le sue oasi» non è soltanto una raccolta di poesie. È soprattutto il racconto di una comunità che si incontra, si riconosce e trova nella cultura uno spazio comune.
Il volume racconta così anche la genesi, la struttura e la missione dell’associazione «Il Calamaio»: recuperare il valore della parola, della lentezza e della memoria in un'epoca nella quale tutto sembra destinato a essere consumato rapidamente.
La metafora dell’inchiostro diventa quindi il cuore stesso del progetto: serve tempo per scrivere, ma ciò che viene scritto può restare. E la poesia, in questa prospettiva, diventa un’oasi nella quale fermarsi a pensare, ritrovare sé stessi e incontrare gli altri. Una convinzione sintetizzata efficacemente dalle parole del curatore Gianni De Iuliis: la poesia non ha la pretesa di salvare il mondo intero, ma sa salvare le persone.
È questo, in fondo, il senso del volume: non soltanto conservare sulla carta un’esperienza culturale, ma restituire a Trani e al territorio il valore della cultura condivisa, della memoria e della bellezza.
Un’utopia, dunque, ma già diventata realtà. Perché qualche volta basta un calamaio, una pagina e il desiderio di incontrarsi per costruire un’oasi.



