Il comitato civico Trani Costa Nord chiede la sospensione dei lavori al Centro comunale di raccolta «L’Indice» di via dei Finanzieri e l’avvio della sua delocalizzazione, contestando l’impostazione del progetto che, secondo l’associazione, non si limiterebbe a un semplice adeguamento funzionale e normativo, ma comporterebbe un vero e proprio potenziamento della struttura.
Dall’esame degli atti progettuali, il comitato sostiene che siano previsti l’ampliamento delle tipologie e dei quantitativi di rifiuti conferibili, la riorganizzazione degli spazi e una nuova isola ecologica informatizzata destinata a diverse frazioni, compreso l’organico, oltre a ingombranti e Raee. L’associazione contesta in particolare la scelta di aumentare le possibilità di conferimento proprio in un’area che, secondo gli stessi documenti progettuali, è inserita in un contesto urbanizzato e con sviluppo prevalentemente residenziale.
Un altro nodo riguarda le attività di trasbordo e movimentazione dei rifiuti raccolti in città. Il progetto prevede la separazione delle aree operative utilizzate dai mezzi Amiu da quelle destinate agli utenti, ma, secondo il Comitato, non chiarirebbe sufficientemente dove e come saranno effettuate le operazioni di trasbordo. «Non chiediamo di organizzarlo meglio in via dei Finanzieri - si legge nella nota firmata dal presidente, Felice La Forgia -, chiediamo che venga portato altrove».
Il comitato torna inoltre sui miasmi e sulle molestie olfattive segnalati da mesi dai residenti, ritenendo insufficienti le indicazioni progettuali sulle modalità di contenimento delle emissioni, soprattutto per le frazioni più problematiche. L’associazione evidenzia infine una presunta contraddizione con il Pinqua: mentre la programmazione comunale punta alla rigenerazione della Costa Nord, si procederebbe contemporaneamente al potenziamento di un impianto per la raccolta dei rifiuti in una zona destinata alla trasformazione urbana e residenziale.
Da qui la richiesta di fermare i lavori, trasferire immediatamente altrove le attività di trasbordo e avviare concretamente la delocalizzazione del centro. In assenza di risposte, il comitato annuncia il coinvolgimento dei residenti attraverso presìdi e manifestazioni pubbliche.
