«Il sindaco della Città di Trani non deve prendere le distanze da ciò che può essere definito sessismo, perché la città di Trani è lontana da questi atteggiamenti». Con questa affermazione, affidata a una nota diffusa sui social, il sindaco, Marco Galiano, ha replicato alla richiesta di chiarimento avanzata nei giorni scorsi dal centrodestra cittadino, dopo le frasi pronunciate sui social dal consigliere comunale di maggioranza Francesco Corallo sul corpo delle donne.
IL CASO
Tutto nasce da un post di Corallo, nel quale si sosteneva che fermare l'auto per consentire a una donna di attraversare la strada servirebbe soltanto a «vederle il culo». Le frasi, unite ad altri toni giudicati aggressivi nei confronti dei cittadini, aveva spinto le consigliere e i consiglieri del centrodestra a diffondere una nota nella quale si chiedeva al sindaco una posizione pubblica: se ritenesse quel linguaggio compatibile con il ruolo e la dignità di un consigliere comunale, e se quello fosse il messaggio che le istituzioni intendono consegnare alle donne, alle ragazze e ai cittadini della città.
LA REPLICA DEL SINDACO
Galiano ha scelto di rispondere con una riflessione personale, prima ancora che istituzionale. «Sono stato invitato - scrive il sindaco - a prendere le distanze da qualcosa a cui non mi sono mai avvicinato», premettendo di non amare «essere tirato per la giacca o per la cravatta, costretto ad esprimermi su qualsiasi tema, più o meno rilevante».
Il primo cittadino ha comunque scelto di intervenire, rivendicando la responsabilità che il ruolo comporta. «Le Istituzioni si esprimano attraverso la voce di chi le rappresenta», ha scritto, precisando che questo non vuol dire che «tutto sia concesso. Un linguaggio volgare, infarcito di parolacce e imprecazioni, non può essere accostato a nessuna istituzione in qualsiasi luogo, formale o informale, reale o virtuale».
Da qui le scuse pubbliche. «Mi scuso con la città - ha scritto Galiano - perché da sindaco, anche di questo sono responsabile, pur non essendone l'autore».
Il primo cittadino ha però aggiunto che è indispensabile che tutti i rappresentanti delle istituzioni comunali rispettino «le norme vigenti di linguaggio e comportamento, di decoro» e che, in caso di violazioni accertate, «ci siano le opportune sanzioni».
Quanto alla richiesta di prendere le distanze, Galiano l'ha respinta con nettezza. La città, ha scritto, «è lontana da questi atteggiamenti», «è una città che sa accogliere, è rispettosa delle differenti maturazioni delle identità di genere di tutte e di tutti e le sue politiche da anni camminano in questa direzione».
Per il sindaco, «le parole che discriminano o che appaiano minacciose non fanno parte del percorso che questa città sta conducendo, ed è maturo il tempo per una discussione pubblica su un linguaggio rispettoso delle diversità».
Galiano ha infine voluto separare il piano delle parole da quello delle persone. «Nessuno voglia confondere la mia valutazione sulle parole, sui comportamenti, con un giudizio sulle persone - ha precisato -: non sono nessuno per poterlo fare, me ne sono sempre tenuto lontano».
Un richiamo alla misura chiude la nota: «Possiamo avere idee differenti, possiamo anche scontrarci, ma siamo tutte e tutti chiamati a farlo con un linguaggio consono e rispettoso della propria e della altrui diversità».
