«Ridate ai nostri figli il palazzetto». È la scritta comparsa stamani su uno striscione appeso ai cancelli del palazzetto dello sport Tommaso Assi, la cui riconsegna alla comunità resta appesa al filo dei lavori di rigenerazione ancora non conclusi. Ad accompagnarlo, un foglio scritto a mano e firmato dal Comitato genitori per lo sport, lasciato accanto allo striscione affinché chiunque passasse di lì potesse leggerlo per intero.
Il messaggio si apre proprio con la frase che campeggia sullo striscione, seguita da una precisazione che i firmatari hanno voluto anteporre a ogni altra cosa: «Non uno slogan del momento - si legge nel testo -, ma una richiesta esplicita da parte di genitori di figli minorenni che si apprestano a vivere una nuova stagione sportiva dopo un anno fuori casa con tutti i disagi e i sacrifici vissuti».
Il riferimento è alla stagione appena trascorsa, quando le famiglie dei ragazzi che gravitano attorno all'impianto hanno dovuto arrangiarsi altrove per allenamenti e partite, pagando di tasca propria - in termini di tempo, spostamenti e organizzazione quotidiana - il prezzo di un cantiere che avrebbe dovuto restituire alla città una struttura rinnovata in tempi ben più stretti.
Ciò che colpisce, nel testo del manifesto, è il tono misurato con cui viene formulata la richiesta, lontano da ogni intenzione di alzare i toni: «Senza cori a squarciagola e fumogeni accecanti - scrivono i genitori - chiediamo che gli ultimi passaggi burocratici, quelli delle varie autorizzazioni e collaudi, non portino via un altro anno e che a settembre i nostri figli riescano a tornare in campo».
Una richiesta che non entra nel merito delle responsabilità né dei tempi già trascorsi, ma si concentra su un solo obiettivo: evitare che l'ultimo miglio della burocrazia - autorizzazioni, collaudi, verifiche tecniche - si trasformi nell'ennesimo rinvio. Il foglio, firmato in apertura dal Comitato genitori per lo sport, si chiude poco dopo con un ringraziamento.

