«Zitti». È la parola scelta dal presidente di Auser Trani, Alessandro Amoruso, per rispondere a chi, sui social e su alcuni non meglio precisati siti web, accosta l'associazione di volontariato a «covi politici» o a «succursali di partito».
Con una nota diffusa nella giornata di ieri, il presidente ha voluto ribadire la portata dell'organizzazione a livello nazionale e locale, respingendo con fermezza le accuse comparse in rete negli ultimi tempi e riservandosi, in caso di ulteriori attacchi, di adire le sedi competenti.
Auser conta oggi, a livello nazionale, oltre 260 mila soci e 30 mila volontari, con 1.685 sedi tra strutture ed affiliate distribuite in tutta Italia. Una rete, ha sottolineato Amoruso, in continua crescita, la cui immagine e il cui decoro sono affidati alla responsabilità delle articolazioni periferiche.
A Trani l'associazione conta oltre 450 soci e gestisce, in coprogettazione con l'amministrazione comunale, il centro polivalente di Villa Guastamacchia, dove nel 2025 si è registrata una presenza media di oltre 1.300 persone.
Secondo quanto riferito da Amoruso, negli ultimi tempi sono stati registrati e conservati alcuni messaggi comparsi su vari siti web, nei quali l'organizzazione di volontariato viene accostata a «covi politici», altrove definita «succursale di partito», in altri casi ancora oggetto di insinuazioni su ciò che avverrebbe «dietro quei cancelli».
«Il primo, poi il secondo, poi ancora altri - ha ricordato il presidente - non si può più tacere». Amoruso ha osservato che chi scrive simili accuse, a suo avviso, non conosce neppure l'ubicazione di Villa Guastamacchia né le attività che vi si svolgono, ed ha invitato apertamente gli autori dei messaggi a verificare di persona quanto affermato.
«Venite, che vi presentiamo gli istruttori, venite che vi presentiamo i volontari che gestiscono le attività, il presidente di Auser Giovani e di Auser Rosa - ha proseguito Amoruso -. Venite che vi presentiamo le oltre 80 persone che la mattina fanno ginnastica leggera, quelle 30 che partecipano al coro, e non trascurate quelle del gruppo teatrale e della scuola di disegno, oltre ai nonni dell'orto sociale».
Il presidente ha aggiunto che chiunque volesse constatare di persona potrebbe anche raccogliere le lamentele degli utenti, legate perlopiù alla richiesta di maggiori spazi e servizi, ma verificando al contempo l'infondatezza delle accuse di natura politica: «Venite e chiedete a loro. Venite e ci chiederete scusa».
Amoruso ha infine avvertito che, qualora le presunte diffamazioni dovessero proseguire senza fondamento, l'associazione sarà costretta, per tutelare il proprio logo e la propria storia, a rivolgersi alle sedi competenti.
