«I diritti federali necessari all'omologazione dell'impianto sono stati regolarmente pagati dal Comune». Il vice sindaco e assessore allo sport di Trani, Tommaso Laurora, replica così alle accuse mosse di Paolo Abruzzese, presidente della Polisportiva Trani 2006, in merito alla presunta mancata omologazione del campo sportivo comunale «Vincenzo Povia». L'assessore ha voluto rispondere punto per punto all'intervento apparso ieri sulla stampa, definendolo fonte di «stupore e perplessità».
Il primo nodo sollevato dal vice sindaco riguarda la legittimazione dello stesso Abruzzese a intervenire a nome della società che gestisce il campo. «Mi chiedo a quale titolo il signor Abruzzese intervenga pubblicamente per contestare presunte inadempienze del Comune di Trani - dichiara - dal momento che non risulta essere né il presidente né il legale rappresentante della Polisportiva Trani 2006».
Secondo Laurora, gli atti ufficiali non lascerebbero spazio a dubbi: sia il contratto di concessione, sottoscritto davanti al segretario generale del Comune, sia l'offerta tecnica presentata in sede di gara indicherebbero quale presidente della società Costantino Baratta. «Prima di ergersi a portavoce di un'associazione - aggiunge - sarebbe quantomeno opportuno verificare di averne titolo».
Il vice sindaco ha poi ricordato la distinzione fra il ruolo politico dell'assessorato e quello tecnico degli uffici comunali, competenti per le verifiche su lavori, congruità e certificazioni di agibilità. Nel caso specifico, tali compiti spettano al settore lavori pubblici, diretto dal dirigente comunale, ingegner Puzziferri.
Sul fronte dei pagamenti, Laurora ha fornito i riferimenti degli atti amministrativi: con determinazione numero 842 del 23 maggio 2025 il Comune ha liquidato 400 euro alla Figc-Lnd per i diritti di prima omologazione; con determinazione numero 1541 del 10 ottobre 2025 sono stati liquidati ulteriori 4.880,00 euro in favore della Lnd Impianti per l'omologazione del manto erboso sintetico. «I diritti federali necessari all'omologazione dell'impianto, dunque, sono stati regolarmente pagati», ribadisce l'assessore.
Diverso, secondo Laurora, il discorso relativo ai 46.000 euro che Abruzzese chiede vengano restituiti, sostenendo di averli anticipati di tasca propria. Il vice sindaco richiama l'articolo 7 del contratto di concessione, che porrebbe a totale carico del concessionario gli adeguamenti, le certificazioni e le opere edili necessarie all'omologazione. «Non è un'interpretazione del Comune - precisa -, ma un impegno che la società ha assunto sottoscrivendo il contratto».
Quegli interventi, ha aggiunto, rientravano nel cosiddetto progetto migliorativo presentato dalla stessa Polisportiva Trani 2006 in sede di gara, elemento che avrebbe contribuito all'aggiudicazione della gestione decennale dell'impianto. «Perché oggi si chieda al Comune di restituire somme che, secondo gli atti sottoscritti, erano a carico del concessionario - dice - è una domanda alla quale non può rispondere l'assessore allo sport, ma che trova risposta nelle carte e negli impegni contrattuali assunti».
Laurora spiega che la questione è al vaglio degli uffici competenti e non viene affrontata «con comunicati o polemiche». Il settore lavori pubblici sta effettuando le verifiche necessarie sulla congruità delle somme relative ai lavori eseguiti e sulla loro conformità rispetto al progetto presentato dalla società, prima di procedere con gli adempimenti sulla piattaforma federale. «Questi si chiamano controlli - sottolinea - e i controlli, in una pubblica amministrazione seria, non sono un ostacolo: sono una garanzia di trasparenza, legalità e corretto utilizzo delle risorse».
Nella parte conclusiva del suo intervento, il vice sindaco invita Abruzzese a «rasserenare i toni» ed evitare attacchi personali che, a suo dire, «nulla aggiungono alla discussione». «Se davvero si vuole contribuire alla soluzione dei problemi - conclude - la strada è una sola: confrontarsi con i documenti, rispettare i ruoli e lasciare che ciascuno svolga le proprie competenze».
Laurora ha suggerito infine ad Abruzzese di rileggere lo statuto della Polisportiva Trani 2006 per verificare chi sia effettivamente legittimato a rappresentarla nei rapporti con il Comune, ribadendo l'impegno dell'amministrazione «nell'interesse della città e, soprattutto, dei tanti giovani che utilizzano e utilizzeranno il campo Vincenzo Povia».
