«Questo non è un paziente, è Luciano Tonin, grande terzino di un grande Trani». Così, anni fa, il medico Giuseppe Tarantini presentava ai propri collaboratori l'uomo che aveva appena iniziato a seguire come paziente, senza però mai smettere di vederlo come il calciatore che aveva ammirato da ragazzino.
Se n'è andato all'età di 88 anni Luciano Tonin, colonna storica del Trani. Nato a Padova il 13 dicembre del 1937, conservò per tutta la vita l'accento veneto, insieme con un rigore e una serietà che lo hanno accompagnato in campo come fuori. Conclusa la carriera sportiva, scelse di risiedere definitivamente a Trani, dove mise su famiglia, facendosi voler bene da tutti per il carattere gioviale e la grande disponibilità.
Sui social sono stati in tanti a ricordarlo, a vario titolo. Il figlio Tullio ha scritto: «Questa partita l'abbiamo persa ai rigori, ma tu hai dato il massimo. Ora riposa in pace, amore nostro». Anche Sonia Agostini Croce, figlia di un suo storico compagno di squadra, ha voluto ricordarlo, ripercorrendo insieme al padre la formazione più volte citata dai vecchi tifosi tranesi, con i nomi di Paticchio, Croce, Tonin, Comola e Pignataro fra gli altri, e salutandolo con un «Fai buon viaggio, Luciano. Marito, papà e nonno eccezionale».
Da alcuni anni Tonin lottava contro una malattia - lo ha ricordato chi lo ha avuto in cura - senza perdere mai il sorriso, con un atteggiamento da leone anche lontano dal campo. La sua ultima apparizione pubblica risale a pochi mesi fa, in occasione di un evento organizzato dall'associazione Tranensis per anticipare il centenario della fondazione del Trani.
La sua scomparsa giunge a pochi giorni da quella di un altro storico calciatore tranese, Giuseppe Pappalettera, che poi seguì un percorso contrario andando a stabilirsi in Friuli.
Ci si augura che la Soccer Trani (dalla cui pagina utilizziamo la foto) possa ricordarli entrambi alla prima occasione utile, per quanto di importante abbiano contribuito a scrivere nella storia del calcio cittadino.
