«Allo stato, non c'è alcun rinvio a giudizio, bensì solo la richiesta da parte del pm che verrà valutata dal competente Gup». È la precisazione che arriva dallo Studio legale Florio di Trani, in nome e per conto del fotografo a cui carico la Procura di Trani ipotizza atti persecutori ai danni di un imprenditore biscegliese, e per questo ne ha chiesto processo.
Nel merito della vicenda, la difesa offre una lettura ben diversa da quella prospettata dagli inquirenti. La questione, sostiene il legale, non nascerebbe da una persecuzione, ma da «una scoperta in flagrante adulterio poi sfociata in recriminazioni che hanno portato ad una alta conflittualità tra le parti». Insomma, secondo questa versione, non si tratterebbe affatto di stalking, ma di una situazione di elevato scontro fra ex coniugi, da inquadrare in tutt'altra cornice.
L'avvocato spinge oltre le proprie considerazioni, ipotizzando che dietro le accuse possa celarsi «una preordinata macchinazione, finalizzata a screditare» i suoi assistiti, la cui posizione, sottolinea, dovrà essere vagliata dalle autorità competenti, chiamate a stabilire come si siano realmente svolti i fatti.
Nella diffida, infine, il legale si riserva di informare la Procura della Repubblica sull'intera vicenda, affinché venga accertato come mai, tra le numerose richieste di rinvio a giudizio per atti persecutori, la stampa locale si sia concentrata proprio su questo caso.
Nel dare conto delle contestazioni sollevate dalla difesa, si ribadisce che, allo stato, valgono per tutti gli interessati la presunzione di innocenza e la piena facoltà di far valere le proprie ragioni nelle sedi opportune. Sarà infatti soltanto l'udienza preliminare, fissata per il prossimo 27 ottobre, a stabilire se il procedimento approderà o meno alla fase del dibattimento.
