«Questo nuovo regolamento si pone una chiara visione di riorganizzazione delle occupazioni di suolo pubblico nella nostra città.» Lo ha dichiarato l'assessore alle attività produttive di Trani, Alessandro Capone, al termine di un incontro pubblico organizzato in biblioteca con gli addetti ai lavori. Un forum voluto per fare il punto sul nuovo regolamento dehors, già approvato dal consiglio comunale e destinato a diventare pienamente operativo dopo la prima metà di novembre.
L'appuntamento, ha spiegato lo stesso assessore, è stato accolto con favore grazie alla partecipazione di cittadini, operatori e tecnici, ed è nato con finalità dichiaratamente operative: offrire l'occasione di chiarire interpretazioni, passaggi e dettagli del provvedimento prima che scattino le verifiche.
IL PERIODO TRANSITORIO
Con l'approvazione in consiglio comunale si è aperta una fase di transizione, regolata da norme transitorie in attesa della piena entrata in vigore del testo. Un passaggio che, nelle parole dell'assessore, ha una scadenza precisa.
«Entro il 20 novembre bisognerà presentare istanza di adeguamento delle precedenti occupazioni al nuovo regolamento - ha spiegato Capone - poiché quella è la deadline dopo la quale sarà avviata dagli organi preposti un'attività di controllo per verificare il rispetto delle norme».
UNA SITUAZIONE COMPLESSA
Alla domanda su cosa sia già stato realizzato da chi ha smontato e rimontato i propri dehors in altra forma, l'assessore ha ammesso la difficoltà di una risposta univoca.
«Ogni caso è specifico - ha precisato Capone -. Ci sono dehors che sono stati autorizzati prima dell'approvazione del regolamento ma installati anche di recente, e ci sono dehors che invece sono già stati realizzati in conformità al nuovo testo da imprenditori lungimiranti». Una complessità, ha aggiunto, che sarà affrontata caso per caso nelle prossime settimane: il periodo che comprende anche la stagione estiva servirà agli operatori per comprendere la propria linea d'azione e muoversi di conseguenza entro novembre.
LE REGOLE COMUNI
Al di là delle disposizioni di dettaglio, l'assessore ha individuato negli elementi di uniformità del colore e nell'assenza di copertura e di volumetria i due fattori comuni a tutte le occupazioni: dehors che restano, in ogni caso, all'aperto e amovibili.
«Tutto ciò che viene installato all'esterno di un'attività è certamente un dehors - ha spiegato Capone - ed è costituito fondamentalmente da elementi d'arredo: pedana, paravento, ombrellone, tavoli e sedie sono i più diffusi e i soli ammissibili in tutta la città». In alcune zone, ha aggiunto, potrebbero essere ammessi anche dehors con manufatti, chiusi o semichiusi: grazie allo strumento del piano d'ambito, queste tipologie potranno essere estese a determinati contesti, come ambiti puntuali, piazze e strade.
IL RUOLO DELLA SOPRINTENDENZA
Un capitolo a parte riguarda il rapporto con la Soprintendenza, chiamata a esprimersi sul provvedimento prima del suo passaggio in consiglio.
«Questo regolamento è stato presentato in consiglio comunale con parere favorevole e senza prescrizioni da parte della Soprintendenza - ha ricordato Capone -, un segnale che testimonia la piena condivisione del percorso di coprogettazione portato avanti con l'ente». Il provvedimento, ha concluso sul punto, si muove oggi nel perimetro regolatorio così definito, in linea con le prescrizioni concordate.
IL CASO SPECIFICO
Interpellato, infine, su un dehors di recente realizzazione che occuperebbe in parte la sede stradale e in parte il marciapiede, l'assessore ha preferito non entrare nel merito, rimandando la questione alla scadenza già indicata.
«Mi è chiaro il riferimento, ma difficilmente parlo di casi specifici, quindi eviterò di rispondere su questo caso - ha detto Capone -. Posso però dire con certezza che dopo il 20 novembre avremo un quadro chiaro delle autorizzazioni in essere, di quelle scadute, di quelle conformi e di quelle non conformi». Una risposta, dunque, rinviata a quella data.
