«Siamo partiti da zero e quindi tutto ciò che abbiamo raccolto è un punto di partenza». Angela Mercorio, candidata al consiglio comunale di Trani alla guida di una coalizione civica, non nasconde la soddisfazione per il risultato del primo turno delle elezioni amministrative, pur rimanendo in bilico sulla soglia di accesso all'assise cittadina. Con venticinque sezioni scrutinate su cinquantaquattro - dato ufficiale a mezzanotte - la sua lista si attesta al 3,89 per cento, percentuale che potrebbe rivelarsi sufficiente o insufficiente soltanto a spoglio ultimato.
Mercorio non è un'amministratrice rodata, né una politica di lungo corso, bensì una donna che ha scelto di vivere questo percorso «come un percorso di vita più che un percorso politico». E in questa distinzione risiede buona parte dell'identità del progetto che ha costruito negli ultimi due anni.
Il civismo, per lei, non è uno slogan di comodo. «Io credo che il civismo potrà essere il futuro - ha spiegato - e chiaro che adesso non sono nelle condizioni per poter rispondere in maniera più netta e più decisa in questi giorni. Ci saranno dei confronti e vedremo». Una risposta misurata, quella di Mercorio, che non si sottrae alle domande ma che, saggiamente, preferisce non bruciare le tappe in una notte in cui i numeri sono ancora in divenire.
Sul ballottaggio tra i due candidati rimasti in corsa - Gagliano e Marinaro - la posizione del suo gruppo è di libertà formale e compattezza sostanziale. «Noi siamo un gruppo molto eterogeneo, ma tanto tanto compatto - ha precisato -. Io ho sempre lasciato piena libertà alle persone che fanno parte della mia squadra. Però sono contenta perché comunque le decisioni sono sempre state prese comunicandole e anche la direzione delle decisioni è sempre stata la stessa. Quindi non credo che avremo difficoltà ad accordarci». Una formula elegante per non sbilanciarsi, ma anche per non lasciare dubbi sulla capacità di tenuta interna.
Non è mancato il momento di riflessione sulla struttura della coalizione. Inizialmente si era parlato di correre con quattro liste, poi ridotte a tre, poi scese a due. Sarebbe bastata una sola? «Quando le persone che fanno parte della lista hanno espresso il desiderio di volerne fare parte - ha risposto Mercorio - io non mi sono sentita né di escluderle né di farle fuori. Quindi il fatto di aver fatto due liste è nato proprio dalla necessità comunque di voler coinvolgere le persone interessate al progetto». Non un ripiego strategico, dunque, ma una scelta di inclusione che ha avuto, al tempo stesso, un costo in termini di dispersione del voto.
Il voto ha portato con sé anche notizie spiacevoli: schede fotografate, candidati troppo vicini ai seggi, episodi che hanno turbato lo svolgimento regolare della consultazione. Su questo Mercorio non usa giri di parole. «Io, su questo non transigo - ha dichiarato -. Se c'è un regolamento che va rispettato, non tollero, non accetto e spero, insomma, che queste cose non si verifichino mai più. Quindi condanno assolutamente quanto successo».
