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Trani triathlon olimpico, stamani la gara ma Elisabetta ha già vinto

«Noi siamo per l'inclusione non a parole ma con i fatti», dice nel salone del Monastero di Colonna Giovanni Assi, presidente del comitato organizzatore. Ed Elisabetta Di Capua, 25 anni, su una carrozzina, gareggerà stamani al Trani Triathlon Olimpico: respinta altrove, accolta qui.

Oggi, domenica 31 maggio, con partenza alle ore 09:00, Trani ospiterà l'ottava edizione del Trani Triathlon Olimpico - Gara Silver & Campionato Italiano Interforze 2026, manifestazione organizzata dall'Atletica Tommaso Assi Triathlon Team sotto l'egida della Fitri - Federazione Italiana Triathlon - e con i patrocini del Ministero per lo Sport e i Giovani, dello Stato Maggiore della Difesa, del Coni, della Regione Puglia, della Città di Trani, di Puglia 2026 e di Taranto 2026 - XX Giochi del Mediterraneo. L'evento si avvale inoltre della collaborazione con la Lilt - Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori -, l'Irccs Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari, la Lega Navale di Trani, Legambiente Trani, l'Istituto alberghiero Aldo Moro di Trani, la Scuola Italiana Cani Salvataggio, Sognattivo.it e le forze dell'ordine: Guardia di Finanza, Arma dei Carabinieri, Capitaneria di Porto, Polizia Locale, Oer e Associazione Polizia di Stato.

UN CHILOMETRO E MEZZO, QUARANTA E DIECI
Il tracciato è quello classico del triathlon olimpico: un chilometro e mezzo di nuoto, quaranta di ciclismo e dieci di corsa. I più forti divoreranno il percorso in meno di un'ora, senza tempo da registrare - almeno per chi arriverà nei primissimi posti - ma con tanto cuore. Trecento tre atleti provenienti da tutta Italia e dall'estero si daranno battaglia sulle acque e per le strade della città: fra di loro un atleta olimpionico che ha preso parte a Tokyo 2020, un concorrente dalla Polonia e uno dalla Francia.
«Il livello tecnico e la partecipazione continuano a crescere notevolmente - ha sottolineato Assi - e questo non fa che confermare la bontà del lavoro svolto in questi anni».

I GRANDI FAVORITI
Tra i nomi più attesi al via c'è quello di Delian Stateff, romano, tesserato per le Fiamme Azzurre, considerato uno dei principali candidati alla vittoria nella gara maschile. A insidiarlo ci sarà Sergiy Polikarpenho, 28 anni, torinese di origini ucraine, atleta del Gruppo Sportivo Carabinieri e campione italiano 2024 di triathlon olimpico: Polikarpenho è anche il vincitore della settima edizione del Trani Triathlon Olimpico Gara Gold - No Draft & Aquathlon 2025, e conosce dunque bene il percorso.
In campo femminile, i riflettori sono puntati su Nicoletta Santonocito, catanese della Magma Team Asd, anch'essa reduce dal successo nell'edizione 2025 della gara tranese. La campionessa siciliana partirà con i favori del pronostico e sarà chiamata a difendere il titolo davanti a una concorrenza di livello nazionale e internazionale.

LA STORIA DI ELISABETTA
La vera notizia di questa ottava edizione, però, ha un nome e un volto: Elisabetta Di Capua, 25 anni, di Pontecagnano in provincia di Salerno, iscritta all'Aurora Triathlon. Elisabetta gareggia su una carrozzina, ma questo non le ha impedito di chiedere di partecipare a manifestazioni analoghe altrove. Le è stato risposto di no: in quelle realtà, si è scelto di ammettere alla gara soltanto i normodotati. A Trani, invece, le porte si sono aperte senza esitazione.
«Noi siamo per l'inclusione non a parole ma con i fatti - ha spiegato Giovanni Assi - ed Elisabetta sarà il valore aggiunto di questa ottava edizione del nostro trofeo».
La ragazza affronterà la gara fianco a fianco con atleti prestanti, senza risparmiarsi. Nuoto, ciclismo con la sua carrozzina e corsa: tre discipline tutte insieme, per lei una prima volta assoluta, dopo aver potuto svolgere fino a oggi soltanto prove singole. Lo farà dedicando la gara al fratello Domenico, che non c'è più. «Trani resterà nel mio cuore per sempre», ha detto, con semplicità disarmante.

LO SPORT CHE ABBATTE I MURI
La vicenda di Elisabetta ha aperto, nei colloqui alla vigilia della manifestazione, una riflessione più ampia. «Troppo spesso si parla di sport legato all'inclusione, troppo spesso si parla di progetti nelle scuole, e troppo spesso tutto resta parole - ha osservato Assi - quest'anno invece vogliamo dare un messaggio concreto, perché lo sport deve abbattere i muri, deve accompagnare le persone, non bloccarle».
La domanda sorge spontanea: non sarebbe forse il momento di smettere di dividere le Olimpiadi dalle Paralimpiadi? «Assolutamente - ha concordato Gilberto Giacomo, dirigente del Coni presente alla vigilia dell'evento - e credo che si stia lavorando in questo senso, cercando il giusto equilibrio. Questa polisportiva non deve dimostrare nulla a nessuno: lavora bene, cresce di anno in anno, e quest'anno ha ottenuto il riconoscimento del triathlon olimpico come campionato italiano interforze».

LA CITTÀ E IL FUTURO
L'evento porta con sé, come sempre, una ricaduta significativa sul territorio. Trecento trentatré atleti non arrivano a Trani il giorno della gara e ripartono subito: si fermano, scoprono la città, ne apprezzano le bellezze, consumano nelle strutture ricettive e nei locali. «L'intera comunità si prepara ad accogliere questi eventi con una maturità culturale ormai consolidata - ha concluso Assi - e questo è un segno importante».
Quanto alla continuità della manifestazione, al di là dei cambiamenti che si registreranno nella guida dell'amministrazione comunale dopo le prossime elezioni, l'impressione è che le fondamenta siano solide. «Qui mi sento a casa - ha detto Giacomo - e il legame con questa realtà è anche personale: è legato alla memoria di Franco Assi, che ha cresciuto bene coloro i quali oggi stanno rendendo grande lo sport a Trani».
Domenica, dunque, Trani torna a vestire i panni di città dello sport. E lo fa con qualcosa in più rispetto agli anni scorsi: la storia di una ragazza su una carrozzina che, respinta altrove, ha trovato qui la sua gara.


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