La stagione artistica 2026 del Palazzo delle Arti Beltrani a Trani prosegue il suo viaggio nei Salotti Letterari con un appuntamento che ha accolto un ospite leggendario: Gianni Maroccolo, cofondatore e storico bassista dei Litfiba, che ha portato in scena il suo acclamato progetto multidimensionale "Il Sonatore di Basso".
Il progetto affonda le sue radici in un'iniziativa editoriale di straordinario successo lanciata nel gennaio 2025 insieme a Mur Rouge e alla casa editrice Libri Aparte di Bergamo attraverso una campagna di crowdfunding che ha superato di gran lunga le aspettative iniziali, raccogliendo il sostegno di ben 738 aderenti. Da questa sinergia è nato un prezioso cofanetto in edizione limitata contenente due volumi speculari: "Il Sonatore di Basso", con le trascrizioni su spartito e tablatura di oltre 100 brani iconici della sua carriera, e "Memorie di un Sonatore di Basso", un diario intimo che ne svela la genesi tra aneddoti, riflessioni e retroscena.
Nella splendida cornice dalla “Corte Santorsola” si è svolta una serata speciale; non una semplice presentazione, né un classico concerto o una conferenza accademica, ma un’esperienza immersiva tra suoni, memorie e racconto umano, capace di fondere la magia della parola scritta con la potenza evocativa del suono puro. L’evento ha celebrato una ricorrenza dal forte valore simbolico: il 50° anniversario dal primo incontro tra l'artista e il basso elettrico, lo strumento che Maroccolo ha saputo elevare a timbro inconfondibile di un’intera generazione.
Ad accompagnarlo, sul palco sono saliti il bassista e collaboratore Mur Rouge, pronto a svelare i segreti tecnici dell'estetica dietro l'inimitabile "suono Maroccolo", la suadente voce narrante di Andrea Salvi, che ha guidato il pubblico in un racconto avvolgente intessuto di parole e memorie, e la partecipazione straordinaria del bravissimo cantante Andrea Chimenti, storico collaboratore che ha impreziosito la serata con la sua performance alla voce e alla chitarra.
Il repertorio dello spettacolo è riuscito a ripercorrere con nostalgia e visione le atmosfere e il sound di un'età unica del nostro patrimonio musicale, attraverso le trame sonore di alcune tappe fondamentali della musica italiana; dalle composizioni nate con i primi Litfiba di Piero Pelù nella Firenze degli anni '80 alla stagione impegnata e dura dei CCCP Fedeli alla Linea, fino al timbro inconfondibile dei C.S.I. (Consorzio Suonatori Indipendenti).
Di seguito uno stralcio del “Maroccolo-pensiero” ascoltato nel prologo della serata: «La musica è un linguaggio universale che non necessita di molte parole per manifestarsi; non conosce barriere, né confini. Ci si riconosce e si comunica con il nostro alfabeto fatto di note e suoni. La musica ha il potere di unire gli esseri umani, di renderci persone migliori, sollecita la nostra sensibilità e la nostra sfera emozionale, dando luce e vita a quei territori misteriosi che spesso teniamo celati. Sono le persone appassionate di musica che ti scelgono, dando peso e rilievo a ciò che fai. Il vero talento dei musicisti non sta tanto in ciò che si crea, ma in ciò che si riesce a trasmettere… non è importante ciò che si suona, ma il come lo si suona!».
La tappa tranese ha chiuso il tour nazionale de "Il Sonatore di Basso" con Maroccolo che tornerà presto sul palco insieme a Piero Pelù e Ghigo Renzulli, ovvero la formazione originale degli anni '80 dei Litfiba con l'aggiunta di Antonio Aiazzi alle tastiere e Luca Martelli alla batteria, nel tour estivo che celebrerà i quarant'anni del loro capolavoro, l'album "17 Re". Capitolo centrale della loro “Trilogia del potere”, l’album doppio segna la piena maturità della band fiorentina.
Mimmo Magnifico


