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Salone Musicco e loggia Ragno, a Santa Maria del Pozzo il cerchio si chiude

«È un sogno, e non è una parola scontata». Con queste parole don Mimmo de Toma, parroco di Santa Maria del Pozzo da quarantotto anni, ha aperto sabato scorso la cerimonia di inaugurazione del riqualificato salone intitolato a don Vincenzo Musicco, suo predecessore, e della loggia esterna dedicata a don Nicola Ragno, suo zio materno e fondatore della parrocchia degli Angeli Custodi. Un doppio traguardo che segna il completamento di un percorso ventennale, durante il quale la comunità parrocchiale ha potuto annettere all’edificio storico altre unità immobiliari confinanti, realizzando un unico blocco di ambienti destinati alla catechesi e alle altre iniziative pastorali.
IL CINQUANTESIMO ANNO
Sono quasi cinquant’anni quelli che de Toma ha trascorso in questa realtà parrocchiale, a partire dal 1977 quando vi giunse come vice parroco. Una permanenza che egli stesso non esita a indicare come la condizione imprescindibile che ha reso possibile tutto quanto è stato realizzato: «Lo dico senza vanità - ha tenuto a precisare - anche un parroco che fosse rimasto qui diciotto anni non avrebbe mai potuto realizzare quello che è stato dato di realizzare a me, perché solo un legame nel tempo, una conoscenza con le persone, un rapporto anche con i proprietari degli immobili acquisiti ha reso possibile tutto questo. Sono occorsi diciassette anni per portare a termine le acquisizioni, resi possibili da una permanenza in cui si riesce a tessere tanti rapporti, ad avere quella stima necessaria e a spingere le persone a dare il poco o il molto sapendo che va tutto a beneficio della parrocchia».
De Toma ha voluto ringraziare pubblicamente tutti coloro che si sono adoperati per la buona riuscita dell’opera, riservando un ringraziamento speciale al gruppo di lavoro con cui ha voluto scattare la prima foto davanti alla torta celebrativa.
LA LOGGIA DON NICOLA RAGNO
La scelta di intitolare la loggia esterna a don Nicola Ragno non è casuale: si tratta del fratello della madre di de Toma, che per dodici anni ha operato fianco a fianco con don Vincenzo Musicco nella stessa realtà parrocchiale. «Ho voluto intitolare questa loggia a don Nicola Ragno - ha spiegato il parroco - perché mio zio, il fratello di mia madre, ha operato per dodici anni qui insieme a don Vincenzo: caratteri diversi, ma tutti e due hanno formato un connubio veramente riuscitissimo. Era giusto che fosse ricordata una persona come don Nicola, che aveva dentro tanta passione, tanta dedizione per i giovani, tanta capacità di relazionarsi con tutti nelle diverse situazioni. Era giusto anche in questa parrocchia lasciare un’impronta che potesse ricordarlo».
LA CILIEGIA SULLA TORTA: SAN DOMENICO
Richiamando la metafora della torta - dodici torte a formarne un’unica grande - de Toma ha riconosciuto che manca ancora la ciliegia: San Domenico, di cui è rettore dal 2006. «Sarebbe bello - ha ammesso - poter vedere realizzata anche questa operazione, che è una cosa bella e importante per tutta la città. Ma temo che non possa avverarsi facilmente in tempi brevi, perché il lavoro da fare all’interno è tanto e bisognerà trovare altre risorse. I lavori in corso, con una somma di 650.000 euro, consentono di fare davvero molto poco, e non sappiamo neppure se a settembre, quando sarà fatta la consegna, che cosa saranno riusciti a realizzare. Intanto cominciamo con quello che stanno facendo».


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