Il sindaco, Pinuccio Tarantini, ha presentato ufficialmente la nuova giunta. Sette nuovi assessori dei dieci di partenza, ma quello che ha fatto più notizia, paradossalmente, è stato il messaggio inviato dal sindaco, con il suo telefonino, a tre degli assessori sostituiti: "Non pensavo di destare tanto interesse giornalistico - dice il primo cittadino -, ma lo comprendo. Ho finito per fare la figura del cattivo, non volevo, ma non fa niente".
Tarantini ha letto con piacere la lettera di dimissioni trasmessagli dall'assessore uscente Paola valente, "perché testimonia la stima immutata nei miei confronti in poche righe". Non ha invece letto le quattro cartelle contenenti le dimissioni di Tony D'Ambrosio: "Ve le risparmio perché è una lettera troppo lunga, tanto che non l'ho letta neanche io".
Alla sinistra del primo cittadino l'avvocato Pina Chiarello: tornano i fantasmi dei presunti ricatti alla base delle dimissioni del 2006. "Mi dimisi perché mancava il numero legale in consiglio. Quei ricatti non c'erano mai stati, ci siamo chiariti e la nostra stima reciproca si è rafforzata". Pina Chiarello, per accettare l'incarico, ha risolto il contratto di collaborazione con Amet a sua volta foriero di tante polemiche:
La nuova giunta. Oltre Chiarello (Popolari liberali, contenzioso), nell'esecutivo entrano Nicola Pappolla (Ppdt, finanze), Pietro di Savino (Pdl, lavori pubblici), Giuseppe Paolilo (Pdl, Polizia municipale), Michele Scagliarini (Pdl, personale e centro storico), Raffaele Memola (Pdl, turismo e attività produttive), Nicola Lapi (Solo per Trani, sport). Conferme per il vice sindaco Giorgia Presen Cicolani (Adc, servizi sociali), Ninni De Toma (Pdl, urbanistica), Andrea Lovato (sindaco, cultura).