Il provento delle estorsioni, ma anche il furto di auto di grossa cilindrata che alimentavano il mercato nero dei pezzi di ricambio, erano i principali mezzi di sostentamento dell'organizzazione sgominata stamane nell'operazione 'Capolinea' condotta dal Commissariato di Polizia di Cerignola e dal Reparto Prevenzione Crimine Puglia della Polizia di Stato. Nove gli arresti eseguiti, sugli undici ordinati dal gip del Tribunale di Foggia Antonio Diella su richiesta del sostituto procuratore della repubblica Lidia Giorgio. I furti delle auto avvenivano per lo piu' nelle province di Pescara, Chieti, Campobasso, Benevento e Avellino.
I nove arrestati sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al furto, al riciclaggio di autoveicoli e mezzi agricoli e all'estorsione attraverso il cosiddetto 'cavallo di ritorno' per la restituzione dei mezzi rubati. In manette sono finiti Gianluca Russo, 31 anni, di Cerignola, Jetmir Smakaj, 29 anni, albanese, Sergio Martire, 30 anni, di Cerignola, Giacomo Petronelli, 44 anni, di Cerignola, Admir Perj, 30 anni, albanese, Michelangelo Ferrara, 34 anni, di Foggia, Domenico Ferrara, 40 anni, di Foggia, Pasquale Cassanelli, 33 anni, di Trani, Michele Bruno, 35 anni, di Cerignola. Sono sfuggiti alla cattura Francesco Paolo Matrella, 26 anni, di Cerignola, e Fabio Ferrara, 19 anni, di Foggia. Le indagini si sono avvalse di numerose intercettazioni telefoniche di cellulari, e delle tecniche classiche. Sono stati rubati complessivamente 25 autoveicoli e mezzi agricoli. Sei in tutto gli episodi di estorsione.
Quattro sono stati gli arresti in flagranza. Recuperati 18 veicoli e mezzi agricoli, provento di furto restituiti ai legittimi proprietari. Gli inquirenti hanno ritrovato e sequestrato numerose centraline codificate, scanner, Jammer (inibitori elettronici), rilevatori di microspie e arnesi per lo scasso (Adnkronos)
