Torna a tirare un brutto vento sull’ospedale “San Nicola Pellegrino”, uno dei cui reparti più prestigiosi, Urologia, si appresterebbe ad essere declassata ad articolazione semplice, per un servizio senza primario e la cui organizzazione sarà tutta da ridefinire, con il rischio concreto che non tutti i turni siano coperti e che i pazienti non trovino più la stessa attuale assistenza qualificata.
Soltanto un anno fa il reparto era stato completamente riqualificato con lavori per 60mila euro, mentre altri 80mila sarebbero stati investiti per l’implementazione delle attrezzature ed il potenziamento delle attività.
Oggi, invece, l’assessorato regionale alla sanità starebbe pensando al ridimensionamento del reparto, nonostante i numeri ne parlino a favore: 372 ricoveri nel 2010 a fronte dei 318 del 2009. Il tasso di occupazione dell’anno appena trascorso è salito al 110 per cento, migliorando i già performanti 94 per cento del 2008 e 98 per cento del 2009. Ed il reparto ha trattato complessivamente 4mila pazienti e vi afferiscono casi molteplici e spesso molto complessi, anche da altri comuni.
Il Piano attuativo locale, approvato dall’Asl e dai sindaci della provincia, prevede per l’Urologia di Trani la conferma dello status di struttura complessa nelle more della definizione del concorso interno per il primariato, al quale sono candidati tre medici. Insomma, un anno fa le prospettive erano ben diverse dal declassamento. L’unica struttura complessa di Urologia nella Bat rimarrebbe Andria, mentre Trani, ancora una volta, rimarrebbe a guardare.
