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Voglia di Unità, il circolo Sandro Pertini chiede bandiere dell'Italia plastificate in giro per Trani

«Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, poche settimane fa, iniziando il suo tour per il compleanno della nazione, ha lanciato da Reggio Emilia (dove nel 1797 nacque il Tricolore) un appello: “rispettare il Tricolore”. Simbolo unitario indicato nell’art.12 della nostra Costituzione, i cui costituenti vollero farne un riferimento “sobrio, essenziale e imprescindibile”. Questo messaggio ci spinge a proporre un’iniziativa che senza voler fare retorica, permetta alla città di Trani di onorare insieme i 150 anni Unità d’Italia.

Chiediamo al sig. Sindaco di acquistare come amministrazione comunale delle bandierine da apporre su una parte dei pali di sostegno della pubblica illuminazione che sono disseminati in città. Tale iniziativa oltre a dare la coscienza di vivere come città unita, permetterebbe ad esempio in Corso V. Emanuele di eliminare – finalmente – quei vasetti aventi fiori ormai appassiti da tempo che non fanno certamente buona pubblicità alla qualifica di Trani turistica. La spesa inoltre sarebbe risibile, trattandosi di bandiere plastificate. Chiediamo inoltre di farsi interprete nei riguardi dei Presidenti di Amet e Stp di esporre sui loro mezzi di trasporto, le stesse bandiere. E’ un’iniziativa semplice di facile organizzazione che vuol dare il segnale del legare del sentire comune della popolazione con questo simbolo e con quello che rappresenta oggi dove assistiamo a livello nazionale ad un fenomeno di una sempre più aggressiva Lega che è conseguenza anche della crisi nei confronti dei valori patriottici e dei simboli (compresa la bandiera).

Cogliamo l’occasione per rammentare (specie ai leghisti) che in molte occasioni hanno ammainato il tricolore, che siamo in presenza di uno dei simboli più nordici della storia d’Italia: la prima volta che sventolò su un libero Stato fu il 7 gennaio 1797 a Reggio Emilia. Tutto ha inizio da una ribellione contro il prezzo esoso dell’insalata: massaie imbestialite guidate dalla signora Rosa Manganelli protestavano contro i soldati austriaci. Poi il tutto dilagava con l’accorrere di altra gente e con l’occupazione di piazza Grande.

Nella notte tra il 25 e 26 agosto, venne proclamata la Repubblica reggiana e due giorni dopo centocinquanta austriaci vengono catturati dalla guardia civica, con grande gioia di Napoleone e nascita quindi della repubblica cispadana e della bandiera verde, bianca e rossa a bande orizzontali. Come sappiamo dalla storia, questo Stato non avrà lunga vita al contrario invece della bandiera che ritroveremo poco tempo dopo, quale simbolo di una nuova Repubblica e precisamente della Cisalpina che partendo dalle quattro province emiliane della Cispadana (Reggio, Bologna, Ferrara e Modena) coinvolgerà oltre all’ex ducato di Massa anche le province lombarde; sventolerà poi su una fugace Repubblica Italiana, nel 1802, presieduta dallo stesso Napoleone Bonaparte.

Subito dopo, con la caduta del francese, questa bandiera diventa emblema di sovversione: infatti la rivediamo in tutti i moti rivoluzionari che avvengono dal 1831 in poi e nel marzo del 1848 le truppe piemontesi guidate dal re Carlo Alberto entrarono nel regno Lombardo veneto (siamo alla prima guerra d’indipendenza) con in testa tale simbolo.

Proprio per i collegamenti napoleonici, il nostro tricolore è una variante della bandiera francese e sembra che sia apparsa per la prima volta su di un drappo di combattimento di alcuni volontari lombardi intruppati nelle fila del generale Napoleone. La sostituzione del blu con il verde è originato dal fatto che per i nostri patrioti, questo colore era il simbolo della natura e quindi dei diritti di libertà ed uguaglianza.

In ogni caso, il primo dato ufficiale è, come sopra citato, della repubblica Cisalpina e più precisamente lo troviamo nel verbale del 7 gennaio 1797 in cui si legge: “Giuseppe Compagnoni (n.d.r. segretario di questa Repubblica) fa mozione che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di tre colori, Verde, Bianco e Rosso e che questi tre colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale deve portarsi da tutti. Viene decretato”.

Riprendendo la richiesta, confidiamo nella sensibilità del Signor Sindaco e dei due presidenti, nel realizzare quanto prima l’iniziativa che nasca da una voglia di unità che ha trovato forte riscontro positivo tra i cittadini che hanno avuto modo di venire a conoscenza di questo nostro auspicio».

 

Il Presidente del Circolo “Il Presidente Sandro Pertini”

 

Nicola Cuccovillo

 


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