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Trani, lavori in piazza Longobardi. Soprintendenza in campo, Comune sereno

La Soprintendenza avrebbe chiesto al Comune la presenza di proprio personale sul cantiere di piazza Longobardi. Questo in conseguenza di operazioni di escavazione sul sito che, secondo le normative in materia, richiederebbero il controllo diretto dell’ente pubblico di tutela dei siti storici.

La discesa in campo della Soprintendenza potrebbe essere semplicemente “pro forma” ma, a questo punto, neanche si può escludere che i tecnici vogliano vederci più chiaro in merito a testimonianze storiche che sarebbero custodite sotto il manto della piazza. Proprio perché vi si è messo mani per la riqualificazione, quindi, questa sarebbe stata l’occasione in cui verificare eventuali situazioni pregresse.

Ed era stato proprio questo lo spirito dell’articolo, apparso sul precedente numero de “Il giornale di Trani”, legato anche e soprattutto alle puntuali, quantunque anonime segnalazioni storiche di un blogger, titolare del sito “Tranitaliamondo”. L’impossibilità di ricondurre quel sito ad una persona fisica ha fatto arrabbiare più d’uno nella casa comunale, ma il blog si rivela puntualmente aggiornato e documentato su tante problematiche del centro storico e, quantunque esprima critiche anche di carattere politico, appare redatto da persone tutt’altro che sprovvedute.

E tuttavia, a quanto s’è appreso, l’Ufficio tecnico ha già replicato alla Soprintendenza assicurando che le escavazioni non hanno superato soglia dei 50 centimetri sotto la quota stradale, tanto è vero che si è rispettato il limite di lavori, autorizzati, compiuti nel in quel sito nel 1980. Pertanto, massima serenità in casa dell’amministrazione comunale.

Adesso, quindi, è solo da verificare quello che accadrà. La Soprintendenza si limiterà ad un semplice controllo, oppure disporrà prescrizioni mutando il corso ed i tempi dei lavori?

Si attendono risposte sul campo… dei Longobardi. Intanto, di seguito, l’articolo de “Il giornale di Trani” uscito lo scorso 12 marzo.

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Nella grande rete del web è possibile trovare pesci di ogni genere impigliati in qualche modo al fitto intreccio di parole. La nostra città tra le altre cose vanta una comunità virtuale molto vasta. E tra le cose molto vaste è spesso facile perdersi e perdere qualità nella quantità. Su Facebook ci sono tanti gruppi che bistrattano il nostro dialetto ad esempio. Le nuove generazioni purtroppo non hanno la pazienza di ascoltare gli anziani e così cercano di scimmiottare le frasi che ascoltano per strada scrivendo il dialetto come un tedesco parlerebbe il barese. Qualche settimana fa mi sono imbattuto in un blog che parlava della nostra città. Tranitaliamondo, questa l'intitolazione del blog. Non è dato sapere chi lo gestisce ma i temi trattati (soprattutto notizie storiche della città) mi hanno incuriosito non poco. Il blogger o i blogger "mascherati", parlano anche di qualsiasi argomento che sia di interesse locale o nazionale. Il post più interessante, quello che è oggetto di questo articolo, riguarda l'ex piazza del pesce: piazza Longobardi. Piazza che attualmente è "sotto i ferri" degli operai dell'impresa Gramegna che ci stanno lavorando per renderla una piazza-salotto, simile a piazza Teatro, simile a quella che sarà piazza Quercia. La struttura in cemento che copriva la piazza è ormai stata buttata giù dagli operai dell'impresa Gramegna Luigi. Sotto piazza Longobardi, secondo il blogger, potrebbe celarsi un vero e proprio tesoro storico. Quale miglior occasione per scoprirli? Presto detto: i lavori attuali. "Perchè non fare uno scavo con la supervisione della Soprintendenza?" è la domanda più ricorrente. Sicuramente, se ci fosse una scoperta del genere, se uno scavo dovesse mettere alla luce ciò che è scritto nel blog, verrebbero interrotti i lavori. La ricostruzione dell'ipotesi del blog parte da un qualcosa di concreto: la storia. La prima murazione della città risale proprio per mano dei Longobardi. Furono loro, nell'834 d.C. ad istituire a Trani il loro gastaldato. Sempre secondo l'autore, sotto piazza Longobardi potrebbero celarsi cunicoli e magazzini ma soprattutto due chiese. «Tracce più certe le abbiamo a proposito di ben due chiese edificate nel ‘300 le cui vestigia sono certamente sepolte sotto i piedi di chi passeggia per Piazza Longobardi: la chiesa di S. Maria dell’Annunziata e la chiesa di S. Toma. I nomi sono rimasti nella toponomastica e nella memoria: l’odierna chiesa di S. Toma, nella vicina piazza Tomaselli, prende proprio il nome dall’antica chiesa; la dicitura “mmèzze all’Annunziate”, inoltre, richiama decisamente l’altra chiesa». Per farvi capire meglio la posizione delle due chiese vi mostriamo anche noi l'immagine qui di fianco. L'Annunziata dovrebbe trovarsi proprio al centro della piazza. La ricostruzione non si ferma qui e un lavoro di ricerca importante è stato svolto per dare un volto a S.Toma:  «La chiesa di S. Toma è ricordata in un atto del 1385 (in cui il vicario dell’arcivescovo, Claudio De Collis, conferma la presenza nella chiesa del nuovo rettore, Spirito Palagano) e nel corso del XVII secolo risulta “diruta” e viene ceduta al conte di Conversano (le fondazioni della chiesa dovrebbero però essere ancora lì sotto). Della chiesa romanica dell’Annunziata, invece, abbiamo decisamente maggiori informazioni: la chiesa, che era di patronato dei discendenti del condottiero Alberico de Cuneo de Barbiano, conte di Trani nel 1383, fu demolita nel 1832 a seguito anche degli ingenti danni che l’intera zona (il “quartiere” che sorgeva dove ora si trova la piazza) avrebbe subìto durante il drammatico sacco dei francesi del 1799. Cinque o sei anni dopo fu edificata l’odierna chiesa di S. Toma e qui, dall’antica chiesa furono trasportati la campana, le urne cinerarie dei de Cuneo e l’altorilievo ligneo dell’Annunciazione del XV-XVI secolo». Pare che qualche traccia di tutto ciò emerse negli ultimi lavori di sistemazione della piazza, lavori risalenti a qualche decennio fa.

Tutt'oggi parlando con qualche anziano del luogo, erroneamente, ci ha riferito che i lavori sono iniziati perché è stata scoperta una chiesa. In realtà a dare un peso alle voci che circolarono all'epoca ci pensò un probabile ritrovamento murario ma si decise di ricoprire tutto. A Trani già nel 2008 vide la luce una villa romana sulla costa lato lungomare Mongelli. La Soprintendenza all'epoca però chiese di bloccare tutto in attesa di ulteriori fondi per riprendere in maniera efficiente gli scavi. «Certo non c’è molto da attendersi da un’Amministrazione Comunale pronta a realizzare una nuova piazza, ma fino ad ora incurante dei problemi e delle potenzialità della zona, a partire dal cosiddetto “fondaco” dei longobardi (il passaggio da Piazza Longobardi al porto) che appare completamente inutilizzato (come faceva notare qualcuno al consiglio comunale del 28 giugno 2010) alle precarie condizioni statiche di palazzo Vischi (ex-sede della biblioteca comunale) in piena emergenza igienico-sanitaria, nonostante le denunce dei residenti» conclude il blogger. Come più volte scritto e sottolineato, un albero cresce in altezza quanto più le sue radici sono profonde. E pare che un "pesce" abbia deciso di districarsi dalla rete per scoprire il mare.

Donato De Ceglie

 

 

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