ASCOLTA LA RADIO FM 101 Mhz
Radiobombo
DAL 1978 LA RADIO DI TRANI - DAL 1999 IL PRIMO GIORNALE ONLINE DI TRANI

Amet, via i rami secchi

Un bilancio in perdita, «procurata da altri», al quale bisogna porre rimedio tagliando i rami secchi. Amet si lecca le ferite di un rendiconto 2010 che fa registrare un disavanzo di 1 milione e 100mila euro.

La somma appare enorme e ha fatto dire a più d’uno, nel consiglio comunale del giorno precedente, che l’azienda sarebbe sull’orlo del fallimento. Non la pensa allo stesso modo il presidente del Cda, Ninni De Toma, precisando anche tempi e modi del disavanzo registrato alla fine dell’esercizio 2010. «La premessa – spiega - è che questo Cda si è insediato alla fine di luglio 2010 e ha iniziato ad operare soltanto a settembre. Quindi il nostro raggio d’azione nell’anno passato è stato di soli tre mesi ed è evidente, pertanto, che le perdite vengono da gestioni precedenti alle quali adesso stiamo ponendo rimedio».

Come? De Toma illustra: «Abbiamo riorganizzato, innanzi tutto, il settore degli acquisti e degli appalti, dove vi erano perdite importanti. L’azienda era ferita e, quindi, abbiamo messo i punti di sutura revocando la gara sui parcometri, stoppando la pratica dell’acquisto di una nuova sede aziendale e abbandonando il progetto del conferimento delle utenze in Elgasud. Nel frattempo avevamo rivisto la postalizzazione delle bollette e la manutenzione degli automezzi, con un risparmio totale di 350mila euro».

Ma le perdite maggiori sono derivate, secondo la ricostruzione del presidente, «dal trasporto pubblico locale, dalla gestione della darsena, dai costi tuttora sostenuti per l’acquisto delle reti ex Enel e da operazioni sostanzialmente improduttive come la partecipazione al consorzio Pugliatech, che ci è costato 2 milioni di euro senza, di fatto, alcun ritorno».

Dal punto di vista immobiliare, scongiurato l’acquisto dei capannoni di via Papa Giovanni, Amet si ritrova anche con la proprietà del palazzo di vetro di via Montegrappa: «Non ci interessa – taglia corto De Toma -, anche perché non siamo immobiliaristi. Lo venderemo con avviso pubblico, contando di ricavare circa 2 milioni di euro».

Ma la rinuncia più importante, a conferma di quanto anticipato in consiglio comunale nel giorno precedente da Mario Troysi, è che Amet si preparerebbe ad uscire da Stp. I trasporti provinciali, quindi, dopo oltre trentacinque anni se ne andrebbero da Trani per sempre, nonostante la Stp abbia chiuso in utile e, adesso, con l’entrata in scena della Bat, la maggioranza del pacchetto azionario sarebbe proprio in mano all’Amet. De Toma spiega: «Il bilancio è stato approvato in nostra assenza per un mero disguido: non hanno avuto neanche il buon senso di aspettarci. In ogni caso noi non abbiamo nominato alcun advisor, ma è la Provincia di Bari che lo ha nominato perché vuole acquisire le nostre quote. Su questa base possiamo ragionare perché anche la partecipazione in Stp non dà utili all’Amet, a prescindere del fatto che saremmo noi i maggiori azionisti. La nostra partecipazione oggi vale 1milione e 900mila euro, ma vogliamo vendere a 3. In ogni caso sarà necessario che su questa materia si esprima il consiglio comunale».

Fra le notizie positive, dallo scorso 28 giugno Amet è iscritta ufficialmente al mercato libero, regime di vendita che adesso si potrà applicare anche su Trani. «E credo allora – pronostica De Toma - che, su questa strada, riporteremo l’azienda in utile, nonostante oggi si sia chiuso il bilancio in perdita. Nelle prospettive, oltre la corrente, anche la vendita del gas al mercato libero e la possibilità di acquistare Elgasud: «Da confluire noi da loro, li assorbiremmo – fa notare De Toma . Sarebbe un’opportunità per allargare i nostri confini di vendita. Quest’anno, intanto, puntiamo ad impianti fotovoltaici sugli immobili comunali ed a realizzarne uno su un nostro suolo in contrada Monachelle. In questo scenario complessivo, contiamo anche di accrescere il numero dei dipendenti, attualmente circa ottanta».

Resta il rebus della sede? In piazza Plebiscito è previsto il teatro e quella sede, per l’azienda, non sarebbe più a norma: «Ma non sono idonee né via Montegrappa, né il mercato ortofrutticolo – pone in rilievo il presidente -. Amet andrà via di qua se il Comune ce lo chiederà. Ma se la proprietà findiaria è del Comune, la sede è di proprietà dell’Amet, e mandarci via costerà almeno 4 milioni. Se così sarà, faremo un avviso pubblico per una sede da non più di mille metri quadrati, perché realizzeremo magazzino ed Ufficio tecnico sulla nostra proprietà di contrada Monachelle e, quindi, per gli uffici ci basta molto meno».

Intanto, proprio mentre andiamo in stampa, è partito a titolo sperimentale, per dieci giorni, il servizio dei parcheggi a pagamento. “Per questo primo periodo gli ausiliari non faranno multe – anticipa il presidente, Ninni De Toma -, ma il servizio parte perché ormai tutto è pronto e gli automobilisti devono abituarsi quanto prima”.

I grattini saranno disponibili presso gli ausiliari del traffico e, dalla prossima settimana, presso gli esercenti che vorranno convenzionarsi con Amet, a cominciare da bar e tabaccai. Gli abbonamenti si faranno presso la sede aziendale. Gli ausiliari in servizio saranno al momento cinque: lavoreranno cinque ore al giorno. A regime sarebbero quindici.

 


Notizie del giorno

Alta marea anomala, l'acqua invade il piazzale della Lega navale Vento impetuoso, giù tre alberi: nessuna conseguenza Emergenza vento: villa comunale chiusa, verifiche sul verde pubblico Patronale, diffuso il programma: «Sarà festa della meraviglia» Caso fotografo, parla il legale: «Adulterio scoperto e macchinazione ai suoi danni, altro che stalking» Battiti, accertati danni in piazza Quercia. Galiano in radio: «Riparandoli, si ripulirà anche la pavimentazione» Campane, appello Amiu ignorato: ecco i primi abbandoni selvaggi. Galiano: «Saremo severi» Il Trani si è radunato e profuma di rosa: un abbonato su cinque è donna Memorial Avantario, lo Sporting ricorda il «sindaco gentiluomo» con il tennis TRANINCHIARO. Maggioranza compatta, ma ai vertici perde un’occasione politica «Ripartire dal mare per rilanciare la blue economy»: il talk di Forza Italia con sindacati e categorie Oasi è tornata in centro: nuova sede e servizi per anziani e migranti Sant'Anna, prosegue il percorso verso la festa Regolamento dehors, oggi incontro in biblioteca per illustrarlo e confrontarsi Rotary e giovani, oggi in biblioteca confronto sul futuro del volontariato digitale "Dove il futuro mette radici": focus su giovani, lavoro e sviluppo della Puglia questo mercoledì in biblioteca Cultura incontra città, per «Agorà» di Tranensis domani Trifone Gargano Ottocento anni di memoria francescana: Fondazione Seca porta in piazza Duomo il 22 agosto il musical «Forza venite gente» Siepi, taglio in corso. Fino alla prossima emergenza Finti benefattori trasformano marciapiede in discarica: «Quando ho preso la targa è fuggito» Galiano in radio: «Calice soppresso? Non è ancora detto». E riapre al Giullare Ponte sulla Trani-Andria, si varano le travi: disagi fino a fine mese «La notte dei figli delle stelle», Trani unita nel nome di Saverio Prosegue il progetto "Il Sogno di Angelica": da Trani al Kenya la solidarietà non si ferma Stalking contro ex genero, chiesto giudizio per fotografo tranese Emergenza caldo, gli ingegneri Bat: «Sicurezza cantieri sia parte integrante della progettazione» Emergenza caldo, Merra (Gs) pensa anche agli animali: «Si tutelino con idonee misure» Da Kubrick a Hitchcock, passando per Antonioni: torna «Cinema fuori museo» di Fondazione Seca