C’è ancora tanto da lavorare, ma sicuramente si è partiti con il piede giusto. Perché giusta è l’idea di valorizzare una fetta di centro storico nei mattini domenicali di ogni fine mese. Con questo spirito è nata e si svilupperà la «Mostra mercato di antichità, modernariato e collezionismo», la cui prima “rappresentazione” è andata in scena lo scorso 25 settembre lungo un percorso da via Beltrani a piazza Mazzini.
Il colpo d’occhio è la prima novità, perché una piazza Mazzini impreziosita dal legno antico non si era mai vista. Anzi, se ricordiamo che, soltanto alcuni anni fa, in fondo alla stessa piazza vi erano degli orrendi gabinetti interrati, si può dare atto di come le cose siano cambiate in meglio.
Anche per quanto concerne le manifestazioni in quella piazza, la mostra la renderà viva in continuità, mentre finora il solo Ilario De Marinis, con il suo «Pugljazz», aveva meritoriamente inteso valorizzarla, ma ovviamente solo una volta l’anno.
In meglio deve ancora cambiare la sistemazione dell’esposizione all’aperto, perché alcune coperture in pvc male si sposano con il pregio di gran parte dei manufatti esposti. Forse bisognerebbe anche evitare, sempre all’aperto, la commistione fra oggetti di valore e ad altri che richiamano un mercatino delle pulci evidentemente incompatibile con questo progetto.
Complessivamente, però, il livello è molto alto e lo scenario viepiù si eleva trasferendoci nei locali al piano terra del “Palazzo delle arti Beltrani”, che ospitano il cuore della rassegna. Si tratta, segnatamente, di un centinaio di opere della galleria “Ship in. Navigare nell’arte”, del collezionista e mercante Luciano Treggiari, di Lecce, che ha presenta pezzi del ‘600 prevalentemente degli artisti Fracanzano, Ricca e De Caro.
È qui che si rivela tutto il pregio dell’iniziativa, a cura dell’associazione culturale “Puglia antiqua”, guidata da Mariano Siena e Matteo Tedeschi, in collaborazione con “Uliveti Barbera” e con il patrocinio del Comune di Trani, che ha siglato con il sodalizio una convenzione triennale che farà della manifestazione un appuntamento fisso: ogni ultima domenica di ogni mese, per tre anni, con orario continuato dalle 9 alle 21.
Una quarantina gli espositori della prima uscita, provenienti da Puglia, Basilicata e Campania. «Viviamo in un momento di crisi nel quale vi è molta attenzione alla cultura ed in particolare all’antiquariato – si legge in una nota degli organizzatori -, poiché rappresentano anche fonti di investimento sicuro. Infatti, durante la mostra porremo a disposizione dei visitatori un team di esperti di qualità, critici d’arte e validatori che potranno offrire consigli e consulenze».
La reciproca valorizzazione dell’oggetto antico e del borgo antico resta in ogni caso l’elemento centrale di questa scommessa appena avviata e certamente foriera di crescenti successi. Anche e soprattutto di conferma della centralità di Trani come polo turistico e culturale della nuova provincia.
Nico Aurora