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San Giuseppe, parchi... di buone notizie

Era il 20 marzo 2007, alcuni operai tranciavano la catena d'ingresso al campetto, entravano con le macchine da lavoro e iniziavano i lavori per piantare un'antenna all'interno dello terreno da gioco in via Falcone. I ragazzi della parrocchia San Giuseppe sarebbero tornati su quel campo nel periodo estivo, ma nell'estate 2007 il campetto era già inutilizzabile oltre che inaccessibile: oltre che avere cambiato il lucchetto, l'antenna occupava buona parte di metà campo. Ma è una storia che ormai conosciamo.

La domanda sorgeva spontanea: perchè? Se lo sono chiesto i ragazzi della parrocchia, se l'è chiesto il parroco, se lo sono chiesti i cittadini che abitavano nei dintorni. Quell'antenna in un angolo del campo ha spiazzato tutti e segnato un gol che ha rischiato di demoralizzare i giovani di San Giuseppe. Ma non per sempre.

Già durante la gara di inaugurazione del campetto della parrocchia Spirito santo, (più precisamente durante la partita tra sacerdoti e politici) i ragazzi di San Giuseppe non si sono risparmiati uno striscione: "Sindaco, quando il campo di San Giuseppe?"

Da quel momento in poi si sono susseguite e rincorse richieste, risposte, firme, mezze frasi, et cetera. Oggi però il discorso "campetto" si è riaperto, forse si è trasformato, ma è tornato alla carica.

Non dimentichiamo che i ragazzi della parrocchia hanno raccolto ben 2674 firme in poco più di due settimane, firme che hanno sottoscritto la petizione per la richiesta di uno spazio all'interno dell'area Lapietra. Nel Consiglio comunale successivo a questa celebrazione, la richiesta della parrocchia è divenuta oggetto di emendamento che l'assemblea ha approvato all'unanimità: 36 favorevoli e 5 assenti.

Ma dopo un anno la situazione sembrava essersi nuovamente addormentata e allora il parroco don Vincenzo de Ceglie ha chiesto al Comune di sollecitare il percorso burocratico per destinare uno spazio all'interno dell'area Lapietra. Fin qui tutto nella norma, ma dalle risposte da parte di politici, sono spuntate prospettive interessanti.

I primi a rispondere sono stati i Verdi: "L'ennesima promessa non mantenuta. Nonostante l’impegno assunto, del campetto non c’è traccia". E nel comunicato dei Verdi spunta un'amara riflessione, "non sappiamo se la compagnia telefonica paga o meno l'affitto e se le antenne funzionano". In realtà questo in parte fu svelato anche dall'ex assessore alle finanze Nicola Pappolla. Se davvero così fosse, sarebbe una doppia beffa per i ragazzi della parrocchia: privati di un luogo d'aggregazione per un "maxi-oggetto" che non è servito a nulla.

Al comunicato dei Verdi ha subito replicato Beppe Corrado su Facebook il 6 dicembre scorso: "Quella dei Verdi è demagogia pura.  L'area Lapietra è diventata di proprietà comunale solo da qualche giorno, ora dovrebbe partire l'iter con la sovraintendenza per verificare se è possibile costruirci un campetto".

Poi, la vera notizia: "Nel frattempo il giardino di Villa Bini sarà aperto ai cittadini e utilizzato come giardino pubblico, come al solito tutti siamo bravi a parlare ma le carte le studiano in pochi. Io quell'emendamento non lo votai perchè ero convinto e lo sono ancora oggi che in quell'area un oratorio la sovraintendenza non lo autorizzerà mai".

Negli ultimi giorni invece il consigliere Giuseppe De Simone, ha protocollato al Comune due note contenenti notizie che potrebbero destare ulteriori malumori. Pare che la Ericsson Telecomunicazioni abbia richiesto di installare altri due impianti di telefonia e la scelta della locazione potrebbe ricadere sempre all'interno dell'ex campetto di calcio in via Falcone.

Nella seconda lettera, protocollata il 14 dicembre, De Simone ha parlato della scadenza di contratto con la compagnia destinataria di concessione di uso del suolo pubblico.

Funzionante o no, a questo punto, pare che il contratto per tenere lì l'antenna sia concluso, a meno che non venga rinnovato. Ma ci sarebbe da riflettere su quanto detto dal consigliere Corrado circa la questione del veto della soprintendenza per l'area Lapietra. Se lì non autorizzerà mai né un campetto né un oratorio, perché non destinare Villa Bini che è diventata di proprietà comunale?

Durante la presentazione del libro su Giuseppe Tarantini, al sindaco stesso abbiamo posto alcune domande sulla città e sulla vita amministrativa.  

Abbiamo chiesto se la questione di San Giuseppe potesse rientrare nella gestione di villa Bini e il sindaco ha risposto così: "Intanto c'è un deliberato del Consiglio Comunale. Quando dico che noi inauguriamo il parco, voglio dire che vogliamo usufruire di questo spazio. La parrocchia è vicinissima, quindi sono i fatti a rispondere, non le mie parole".

Una mezza frase che lascia sperare i tanti ragazzi in attesa di un luogo in cui poter realizzare tutte le loro attività. "Una volta inaugurato sarà difficile che si mantenga da solo, c'è bisogno di qualcuno che organizzi questo spazio". Sembra più un invito che altro: la parrocchia si faccia avanti e dica da subito presente... anche per villa Bini.

 

 


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