24 dicembre
Viavai di camion che si specchiano
davanti alle vetrine dei negozi
lasciando doni da comprare
e vini per ubriacarsi.
Le donne per strada di buon mattino
per non deludere la tavola consueta
e gli uomini in piazza e tra i caffè,
fingono di non esser presi.
L’aria del mare s’infreddolisce
per correre tra i sogni dei bambini,
il campanile, senza ammonire,
suona note intonate di ricordi
ed anche il sole, imbarazzato,
disegna ombre sottili
tra le luci già calde di colori.
È la festa dei bambini
e di chi ha un Dio,
sebbene chi non l’abbia, oggi,
non può fare a meno di vederlo.
Anche la miseria trattiene le lacrime,
finge di dormire per non sfigurare.
È Natale.
rino negrogno
