C'è una "lucida follia" che collega le due vicende che riguardano la nostra Trani in questi giorni. Quella di piani che si definiscono riorganizzativi e di risparmio, ma nascondono una "degenerazione tecnocratica" in cui la città, la regione, il Paese sembra stia precipitando. Con i genitori, sul tema della scuola, abbiamo ascoltato dal vivo le dichiarazioni di una dirigente che voleva convincerci che per esempio: "Se togliamo un pezzettino della De Amicis spostandolo in un altro plesso, avremo la possibilità di creare nella De Amicis una nuova scuola che abbia l'asilo, la scuola elementare e quella media in un unico stabile, lo facciamo per voi genitori e perchè così ci saranno più bidelli, segreterie e tutti sono contenti." E i pezzettini tolti, ci siamo chiesti? Beh con quelli formeremo un altro istituto e dagli avanzi di due ottengono tre istituti. Il politico presente all'incontro, in uno scatto di sincerità derivante dal fatto di essere anche lui un giovane genitore, afferma:"si sappia, comunque che non abbiamo i soldi per poter adeguare le strutture allo scopo e fare tutto questo". Tra genitori ci siamo guardati allibiti, ci siamo alzati sconvolti e siamo usciti. Per l'Ospedale succede esattamente la stessa cosa. Arriva un tecnico, disegna un piano fondato sul disordine: togliamo questo pezzettino di qui, spostiamo questi posti letto di là, trasferiamo la rianimazione e poi faremo un Grande Ospedale con tutti i pezzettini tolti. I politici subito precisano: "però, si sappia che non ci sono i soldi per farlo." Insomma tutte queste manovre sui pezzettini, le targano come riduzioni di spesa, ma sono in realtà tutti aumenti di costi e sprechi. Nella Sanità, poi, vanno a tutto vantaggio di quella privata che lucra dal caos in cui finisce quella pubblica. Le caste dei dirigenti e dei tecnici che nel passato hanno creato gli sprechi, oggi sono al lavoro per spezzettare e smembrare la carne viva della Società. Si, perchè quando parliamo di scuola e sanità parliamo della parte vitale per una persona: i propri figli e la salute. I politici sono costretti ad essere i notai e certificatori della mancanza di soldi per realizzare: "i piani di disordine".
Ieri con i genitori per salvare l'integrità delle scuole, domenica con un camice bianco per salvare l'Ospedale di Trani. Non riesco ad immaginare come finirà. So che devo esserci e tutti i tranesi dovrebbero fare lo stesso. Sono convinto però che la De Amicis, l'Ospedale di Trani, c'erano prima di noi, ci sono oggi e ci saranno in futuro. Dirigenti e politici che non amano e difendono il proprio territorio invece, sono come le foglie secche; prima o poi un soffio di vento di primavera le spazza via.
Massimo Pillera (blogger del Fatto quotidiano)
