Il consiglio comunale straordinario è costato una spesa straordinaria: 9.600 euro. Lo si legge sulla determinazione dirigenziale che, peraltro, non chiarisce quali siano i “fornitori di fiducia dell’ente” destinatari di questa somma.
Le motivazioni della spesa sono legate a vari fattori. In primo luogo, palazzo Palmieri era troppo piccolo per contenere tanta gente (anche il salone dell’ospedale si sarebbe rivelato tale e chi non vi poté entrare mugugnò, e non poco). Inoltre, era necessario «procedere all’allestimento della sala convegni del civico ospedale, come l’affidamento della registrazione audio e ritrasmissione audio e video su emittenti radiofoniche e televisive locali, stampa manifesti e quant’altro utile allo svolgimento della seduta». Infine, i preventivi: «Sono stati richiesti ad alcuni fornitori di fiducia dell’ente, ammontanti a complessivi 9619,50 euro)».
Nella delibera non si citano le tovaglie verdi sui banchi della seduta, né tanto meno i camici bianchi indossati da quasi tutti i consiglieri e molti fra addetti ai lavori e cittadini: sono stati gentilmente donati o fanno parte anche questi della somma? Anche in questo caso, la delibera non ci aiuta, ma ci indirizza: quel «quanto altro utile» lascerebbe intendere che avremmo pagato anche il bianco che più bianco non si può.
