Tra le mille voci di solidarietà e di incondizionata condanna, che ci sentiamo di sostenere a pieno, non poteva mancare la nostra condivisione ad un dolore che non è semplicemente materiale, ma che cogliamo come il segno di una vergognosa conseguenza degli ormai troppi anni in cui si semina la cultura del “tutto è concesso” e del “nessuno è mai responsabile”.
Gli OER sono da sempre un esempio di una cultura del sostegno, della solidarietà, della speranza, del “fare di tutto” perché anche in situazioni disperate si deve cercare di salvare delle vite.
E’ facile provare subito il senso del “fallimento” ma come non mai credo che la città in tutte le sue espressioni stia dimostrando che gli OER sono andati ben oltre le loro finalità perché ciascuno si sente parte di quel dolore e ciascuno farà di tutto perché gli OER continuino a essere uno dei pezzi fondamentali della nostra città anche perché ciascuno si sente un po’ OER!
Forse abbiamo l’onore di aver vissuto con gli OER la condivisione di una delle ultime esperienze di servizio con i loro mezzi: poco più di due settimane fa, con il solito spirito di collaborazione che nella nostra città silenziosamente il terzo settore e il volontariato attua quotidianamente, una delle ambulanze andate a fuoco con i suoi volontari ha partecipato alle riprese di un cortometraggio che il Centro Jobel sta realizzando all’interno di un PON sulla legalità con giovani del Liceo Classico di Trani.
Speriamo che quell’ambulanza, che nel nostro cortometraggio porta l’ennesima speranza a chi è vittima di illegalità, possa continuare davvero a far suonare più forti e al più presto le sue sirene per continuare a dare speranza a questa città.
Gli amici del Centro Jobel
