Alle recenti elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’ordine degli avvocati si era registrata la partecipazione di più di una lista, probabile segnale di uno scenario non in grado di esprimere posizioni univoche per presidenza ed organi elettivi. Oggi, a distanza di qualche giorno, la presa di posizione della lista “Libertà e dignità”, che riceviamo e pubblichiamo”, fa comprendere che i contrasti vi erano e, com’era da prevedersi, si sono manifestati ad urne chiuse.
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Saremo ancora dei romantici nella nostra professione di avvocati, ma non avremmo mai definito “un salto nel buio” l’eventuale vittoria, alle elezioni del consiglio dell’ordine, di altri colleghi appartenenti ad una lista diversa dalla nostra.
Troppo forte è in noi il rispetto per tutti coloro che con dignità e spirito di servizio svolgono una professione libera qual è la nostra per lasciarsi andare a cadute di stile come quella che ha caratterizzato l’intervista del nuovo Presidente.
Dopo le gigantografie in assemblea, ancora un momento di autocelebrazione, un’autoesaltazione che contrasta con quello spirito di naturale sobrietà che, anche per i tempi che viviamo, dovrebbe caratterizzare i nostri comportamenti.
Abbiamo preferito il silenzio al primo articolo ma, all’enfatizzazione di una vittoria nella seconda comunicazione, riaffermiamo che il Presidente dell’Ordine non risolve le grandi questioni dell’avvocatura nazionale, ma solo le questioni di casa nostra.
Avevamo già plaudito alla vittoria con il manifesto che ci autoescludeva dal ballottaggio, così spianando la strada all’en-plein dell’altra lista.
Lo ribadiamo, la volontà dei colleghi per noi è e sarà sempre sacra..
Ma evidentemente il Presidente non lo ha inteso.
Buon lavoro, di cuore a tutti i colleghi consiglieri.
Lista libertà e dignità
