È cambiato il tempo ed è cambiato il vento. Nella realtà e nella metafora. Il centrodestra, che non aveva le primarie nel Dna, le ha celebrate per la prima volta e ha chiuso con quasi novemila, storiche schede votate, un risultato per certi clamoroso, sicuramente imprevedibile alla vigilia.
E Gigi Riserbato, che sulla carta non partiva favorito se non altro perché il suo partito, la Puglia prima di tutto, non si può mettere sullo stesso piano del Pdl, che è il soggetto trainante della coalizione, ha invece battuto Peppino Di Marzio con uno scarto non amplissimo, ma neanche minimo: trecento voti. Per la precisione, 4476 contro 4174.
La giornata del testa a testa Di Marzio-Riserbato, che era iniziata sotto uno splendido sole, è terminata tra scrosci di pioggia e folate di vento. Ma il maltempo non solo non ha tenuto lontano gli elettori da palazzo San Giorgio, anzi gli stessi si sono accresciuti in una misura veramente imprevedibile alla vigilia.
Basti pensare che l’accesso ai seggi è stato chiuso alle 21, facendo accedere nella sede di votazione tutti coloro che in quel momento erano alle porte d’accesso all’immobile. In questo modo si sono chiuse alle 21.30 le operazioni voto e, successivamente, è partito lo scrutinio.
La decisione, assunta di comune accordo fra comitato organizzatore e candidati, si è legata alla necessità di gestire al meglio l’incredibile afflusso di gente, permettendo a tutti di votare entro l’orario concordato ed evitando ritardi, intoppi e polemiche.
Infatti, il fiume di gente alle urne delle primarie non s’è mai arrestato. L’organizzazione, per prevenire uno stop indesiderato delle operazioni di voto, in serata ha fatte stampare altre 2600 in aggiunta alle 10mila di partenza. Alcuni seggi hanno così potuto consegnare agli elettori le schede della ristampa, altri sono rimasti forniti fino alla fine della prima dotazione.
I dati dell’affluenza sono stati impressionanti nella loro escalation: 3000 votanti alle 12.30; 7300 alle 19; 8400 alle 20.30, per chiudere a quota 8944.
Polverizzato il dato delle consultazioni di mezzo centrosinistra del 16 ottobre (2440), adesso l’istituto delle primarie è stato sdoganato della presunta appartenenza ad una parte politica: anche il centrodestra può celebrarle e, paradossalmente, fa incetta di voti rispetto all’altro schieramento.
E Trani si riscopre, numeri alla mano, sempre bene ancorata al centrodestra in considerazione del fatto che, pur trattandosi una consultazione non istituzionale, a votare è andato il 19,5 per cento dell’elettorato, un dato che alle amministrative di maggio può solo ulteriormente rafforzarsi.
Di sicuro, da oggi, come si percepiva alla vigilia, in palio sembra vi sia molto più della candidatura a sindaco del centrodestra perché, da oggi, tutti gli altri candidati sindaco sanno con chi si confronteranno e, soprattutto, sempre da oggi potrebbero anche rimescolarsi carte, riscriversi coalizioni, spostarsi pedine sullo scacchiere politico da una casella all’altra. Perché Riserbato può fare leva su numeri importanti e deve ancora costruire la vera e propria coalizione.
Nota finale per l’egregia organizzazione della manifestazione. Non deve essere stato facile fronteggiare un esercito di novemila persone in tredici ore senza neanche staccare un attimo. Tutti si sono rivelati all’altezza del compito e, a parte qualche comprensibile momento di tensione dovuto al sovraffollamento in coda soprattutto durante la pioggia, le operazioni nel complesso si sono svolte senza particolari intoppi. I rappresentanti politici a vario titolo, dal canto loro, hanno affrontato la giornata sempre con i giusti toni, senza mai esasperare il confronto come era giusto che fosse.
