Gentilissimo Direttore, le chiedo ospitalità nel suo prezioso quotidiano per rispondere alla lettera a firma del dott. Mario Schiralli, in quanto ritengo necessario fornire dei chiarimenti a quanto riportato al fine di non creare sgradevoli fraintendimenti.
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La preoccupazione del dott. Mario Schiralli è infondata e sarei molto grata se lo stesso venisse a visitare la civica biblioteca Giovanni Bovio di Trani per rendersi conto che il prezioso lavoro portato avanti in questi ultimi due anni e mezzo ha consentito non di distruggere l’importantissimo patrimonio librario di questa biblioteca ma anzi di valorizzarlo. Una biblioteca che ho trovato, nel momento in cui mi è stata affidata, in quasi completo abbandono. La stessa poteva essere paragonata più ad un deposito di libri, accatastati in contenitori di cartone, che ad una vera biblioteca.
In poco più di due anni e mezzo la biblioteca è stata riportata al suo antico splendore ed oggi, può senz’altro essere nuovamente considerata una tra le più importanti e preziose della Puglia. La biblioteca è ritornata ad essere luogo di studio, contenitore culturale vivo, spazio d’incontro per i numerosi studiosi e spazio d’incontro e di studio per le giovani generazioni. Si è ricostruita la storia della biblioteca, riorganizzato il suo patrimonio librario, si è ripresa la catalogazione dei volumi forse ferma dal periodo di dirigenza del grande Benedetto Ronchi, si è ripreso nuovamente a fare una politica attenta degli acquisti librari tenendo conto del fatto che la Biblioteca Giovanni Bovio è biblioteca di conservazione (per le sue importanti collezioni e donazioni) e biblioteca moderna di pubblica lettura. Si è potenziata la biblioteca con la rete informatica consentendo un ottimale informatizzazione della stessa e si stanno mettendo in campo altri interventi per potenziarla ulteriormente sul piano dei collegamenti wire-les, per altro già avviati, per facilitare lo studio e le ricerche anche via web. Si è dotata la biblioteca di personale qualificato: una bibliotecaria coordinatrice e personale bibliotecario per la gestione complessiva. In altri termini stiamo parlando di una biblioteca viva e non di uno sterile ed infruttuoso contenitore utilizzato come deposito di libri.
Riflettiamo: può essere vero che tutto questo importante lavoro per ridare vita a questo prezioso gioiello di biblioteca sia stato fatto per poi distruggere i libri? Non scherziamo, abbiamo molto a cuore questo polmone culturale della città di Trani e dell’intera Puglia per poter fare questo.
Oggi la biblioteca Giovanni Bovio, tra l’altro, è stata individuata come capofila dell’importante polo bibliotecario nascente della provincia Barletta Andria Trani. In questa veste stanno per partire i lavori mirati a digitalizzare parte del patrimonio librario della biblioteca partendo da quello antico e a catalogare il patrimonio esistente su supporti informatizzati. Penso che quanto detto sia sufficiente per evidenziare l’attenzione posta nei confronti della biblioteca che mi onoro di dirigere con cura e responsabilità. Mi ha molto meravigliato che il Dott. Schiralli ex direttore della biblioteca, abbia pensato che nel costituire una commissione mirata a valutare la valenza di un certo numero di libri deteriorati, si stesse procedendo a distruggere il patrimonio o parte del patrimonio librario della biblioteca. Egli ben sa che un intervento periodico finalizzato a mantenere una raccolta documentaria viva, aggiornata e coerente con la missione e le finalità dell'Istituto è necessario. Infatti, la crescita "reale" di una biblioteca è da vedere soprattutto e tra le altre cose, nella gestione consapevole delle collezioni (altra cosa è il trattamento delle collezioni antiche, rare e di pregio) che si traduce attraverso un costante lavoro di selezione e aggiornamento allo scopo di orientare l’utente all’interno di un’offerta informativa sempre maggiore.
La biblioteca di pubblica lettura, tra i suoi compiti istituzionali, attua azioni di programmazione e di progettazione dei propri contenuti e dei propri servizi. E non meno importante, infatti, è assumere decisioni rispetto alla politica di revisione periodica delle proprie collezioni.
Questo compito ha particolare rilevanza in relazione ai problemi che tutte le biblioteche devono affrontare quotidianamente, quali: la mancanza di spazio per l’espansione delle collezioni, la presenza di documenti usurati e dall’aspetto malandato che conferiscono alle collezioni una sembianza di trascuratezza e di mancato aggiornamento, la scarsa affidabilità e credibilità delle collezioni in settori particolarmente esposti all’obsolescenza dei contenuti, l’impiego di risorse per la gestione di materiale invecchiato e non più interessante.
Spesso le biblioteche presentano, nella maggior parte dei casi, patrimoni documentari con dotazioni di base che si sono costituite a partire dalla fine degli anni 70’ e che hanno avuto uno sviluppo dovuto in larga parte ad una politica di accettazione incondizionata dei doni più che ad acquisti condotti in modo costante e pianificato. Queste dotazioni sono state gestite nella maggior parte dei casi nell’ottica dell’accumulo.
In particolar modo il materiale sottoposto a revisione presso la Biblioteca G. Bovio non è più fruibile; in realtà molti di questi materiali non lo sono mai stati. Si tratta di volumi entrati in passato in biblioteca senza criterio di selezione, mai inventariati e catalogati. Materiali forse mai consultati da nessun utente. Essi con il passare del tempo si sono danneggiati e attualmente non sono più recuperabili e quindi resi fruibili al pubblico per due motivi sostanzialmente: il primo per la presenza di muffa che risulta nociva per il resto del patrimonio librario ed il secondo motivo perché si è in presenza di materiali privi di parti di testo al punto da non poter essere messi a disposizione degli utenti. Ed è per questo motivo che si è ritenuta utile la istituzione di una commissione o gruppo di lavoro che esaminasse quanto dovrà essere scartato al fine di non perdere quanto di prezioso ed importante debba rimanere a comporre il patrimonio librario della biblioteca Giovanni Bovio.
Emerge la necessità improrogabile di avviare un percorso di riqualificazione delle collezioni presenti, mediante un più stringente impegno da parte dell’Amministrazione sul tema della politica degli acquisti e, da parte di una commissione ad hoc per la revisione delle raccolte. Quest’ultima esigenza è del resto pienamente in linea con quanto raccomandato dall’IFLA (International Federation of Library Associations and Institutions, federazione mondiale di associazioni di biblioteche, creata per essere un forum per lo scambio di idee e per promuovere la cooperazione internazionale, la ricerca e lo sviluppo in tutti i settori connessi alle attività bibliotecarie).
La Biblioteca è un bene prezioso ed è aperta a tutti. Invito il dott. Mario Schiralli a visitarla per rendersi conto che essa non viene distrutta ma anzi valorizzata. Ma perché essa rimanga tale, non basta il nostro lavoro c’è bisogno di avere al nostro fianco, in questo senso, dei forti e validi sostenitori affinché la stessa possa davvero continuare ad essere una biblioteca e non ritorni a cadere nell’oblio diventando nuovamente deposito di libri.
Dirigente Biblioteca Comunale Giovanni Bovio di Trani - Dott.ssa Maria Dettori
