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Truffa all'Inps ed al Ministero della giustizia, i Carabinieri di Trani arrestano un avvocato di Bari

Questa mattina, i Carabinieri della Compagnia di Trani, a conclusione di una lunga ed articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Trani, su richiesta della stessa Procura della Repubblica - Sost. Procuratore Dott. Michele Ruggiero, a carico di un Avvocato del Foro di Bari, Oscar Loiodice, accusato di truffa continuata ai danni dell’INPS e del Ministero della Giustizia, nonché di vari reati di falso.

Con queste pesanti accuse è stato arrestato il legale, mentre altre due persone sono state denunciate all’A.G. in stato di libertà, poiché ritenute responsabili, a vario titolo, di abuso d’ufficio, falsità in scrittura privata, falsità ideologica in certificati ed atti pubblici.

La complessa attività di indagine che ha prodotto tali esiti  ha permesso di disvelare l’esistenza di un sistema illecito posto in essere per introitare indebitamente dalle casse dell’INPS e del Ministero della  Giustizia ingenti somme di denaro. Fulcro dell’intera vicenda si è rivelata l’attività posta in essere dall’Avvocato, il quale, sfruttando la posizione di numerosi lavoratori agricoli, creditori nei confronti dell’INPS di piccole somme di denaro (mediamente 30,00/35,00 euro), dovute per il mancato pagamento della rideterminazione dell’indennità di disoccupazione agricola, con la complicità del responsabile di un patronato di Corato, produceva una serie di ricorsi innanzi al Tribunale di Trani – Sezione Lavoro, falsificando la firma di vari braccianti agricoli apposta in calce al mandato a margine degli stessi ricorsi, proposti nell’interesse – solo apparente - degli inconsapevoli patrocinati, nonché attestando falsamente l’autenticità della sottoscrizione del mandato ad litem.

L’indagine prende avvio nel giugno del 2010 da un approfondimento disposto dalla Procura della Repubblica di Trani su una sentenza emessa dal locale Giudice del Lavoro, con cui si concludeva un procedimento civile, promosso dal legale per conto di un lavoratore agricolo di Corato, in relazione al quale emergeva una difformità tra la sottoscrizione dell’interessato, apposta in calce al ricorso in originale, con quella presente sulla copia dell’atto notificato all’INPS, provata da una consulenza grafologica disposta dal Pubblico Ministero.

Nel corso dell’intera attività investigativa è stata esaminata la posizione di 8 lavoratori agricoli, per conto dei quali risultano prodotti, a partire dal marzo del 2003, 68 ricorsi, di cui 30 depositati presso il Tribunale del Lavoro di Trani, 22 presso la Corte di Appello di Bari e 16 presso la Corte di Appello di Lecce.

Per effetto dei ricorsi illecitamente formati il professionista induceva in errore i Giudici del Lavoro di Trani in modo tale che la pretesa azionata venisse accolta con sentenze di condanna dell’INPS ad erogare le somme di denaro a titolo di salario reale nei confronti degli ignari ricorrenti, procurandosi un ingiusto profitto (€ 400-600 per ciascun ricorso) per un ammontare di oltre 6.000 euro a titolo di onorari e spese di lite con pari danno dell’INPS.

È stato accertato inoltre che, in relazione alle sentenze emesse dai Giudici del Lavoro di Trani, l’Avvocato, facendo leva sulle false firme apposte sui ricorsi per il giudizio di primo grado, depositava presso la Corte di Appello di Bari, ulteriori ricorsi, chiedendo sostanzialmente gli interessi anatocistici della suddetta indennità e l’indennizzo di ulteriori spese di causa in suo favore, per importi superiori a € 1.300,00  per ogni singolo contenzioso, in tal modo inducendo in errore anche i Giudici del capoluogo pugliese ad emettere sentenze false.

É stato accertato ancora che lo stesso patrocinante, utilizzando altri falsi mandati,  depositava presso la Corte di Appello di Lecce una serie di ricorsi, chiedendo e, nella maggior parte dei casi, ottenendo la condanna del Ministero della Giustizia al pagamento dei danni morali, dovuti per il ritardo delle sentenze di primo grado, in relazione ai quali introitava complessivamente la somma di circa € 40.000, parte della quale corrispostagli nella veste di legale patrocinante, e parte, sebbene destinata al lavoratore ricorrente, illecitamente ottenuta mediante la contraffazione della firma di girata dei beneficiari sui vaglia cambiari emessi dalla Banca d’Italia in loro favore e versamento sul proprio conto corrente. 

Per le  condotte illecite tenute, il legale dovrà rispondere di:

-       truffa continuata ai danni dell’INPS e del Ministero della Giustizia;

-       interruzione di pubblico servizio continuato (per aver causato indebito aggravio e nocivo turbamento della regolarità del pubblico servizio dell’Amministrazione della Giustizia);

-       falsità ideologica continuata commessa dal Pubblico Ufficiale in atti pubblici, determinato per altrui inganno;

-       falsità in scrittura privata aggravata;

-       falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità, continuata e aggravata;

Di quest’ultimo reato dovrà rispondere anche un 59enne di Corato (E.M.), che, in qualità di responsabile di un patronato di Corato, in cambio del riconoscimento da parte del legale della somma di € 50,00 per ogni caso, raccoglieva presso il proprio ufficio le firme dei braccianti in calce ai mandati sui ricorsi già predisposti dallo stesso Avvocato.

Degli esiti dell’attività di indagine dovrà rispondere anche un cancelliere in servizio presso la sezione lavoro del Tribunale di Trani, per falso e abuso in atti di ufficio, la cui posizione è al vaglio dell’Autorità Giudiziaria.

Da ulteriori accertamenti disposti dall’A.G., è emerso che l’Avvocato, iscritto all’Ordine forense di Bari, relativamente ai ricorsi depositati presso il Tribunale di Trani - Sezione Lavoro (dal 2003 al 2011) aventi per oggetto la rideterminazione delle indennità di disoccupazione agricola, ha patrocinato quasi un migliaio di controversie di cui oltre la metà sono risultate accolte e di conseguenze sfavorevoli per l’INPS, che ha pertanto corrisposto nei confronti dei ricorrenti la somma complessiva di € 24.000, nonché, a titolo di spese legali in favore del professionista, la somma complessiva di € 347.000. Analogo accertamento è stato condotto presso la Corte di Appello di Lecce, in relazione ai ricorsi per equa riparazione da lui patrocinati, per i quali sono stati già emessi 300 decreti in favore dei ricorrenti,  per i quali il Ministero della Giustizia ha pagato la somma complessiva di € 372.000, nonché, a titolo di spese legali, la somma complessiva di € 26.000, restando in attesa di liquidazione a favore dell’Avvocato ulteriori € 209.000. Su tutti questi fatti la Procura della Repubblica di Trani svolgerà ulteriori indagini.

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