“ Io ci credo – Perche con la fede non mi sono arreso mai “.
È questo il titolo, ma soprattutto il messaggio, del nuovo libro di Al Bano Carrisi, presentato nei giorni scorsi a Trani presso il palazzo della cultura Museo Diocesano.
Chi si aspettava una tradizionale conferenza stampa di presentazione sarà rimasto alquanto spiazzato ; a tutti i numerosissimi presenti, è sembrato di essere di fronte ad un amico pronto ad una piacevole chiacchierata ed a parlare di sé, della sua storia.
Con la genuinità di un vero uomo del Sud, come lui stesso ama definirsi, il cantautore pugliese ha raccontato la propria esperienza di fede, contornata da alcuni aneddoti personali divertenti e a volte anche commoventi.
“ Il libro – racconta Al Bano - nasce da una proposta che mi fu rivolta un anno fa durante la beatificazione di Giovanni Paolo II… la fede la pratico, l’ho cantata, ma mai raccontata in un libro; decisi allora di raccogliere la sfida sfogliando i ricordi di una vita e sottolineando come fossero tutti legati da uno stesso filo: l’amore per il Signore “.
Scorrendo le pagine del libro, il tema della religiosità assume le sembianze di un’arma, ideale ovviamente, da brandire contro le insidie che la vita ci riserva; uno scudo che, per un ragazzo appena maggiorenne che all’improvviso si ritrova catapultato da un paesino delle campagne leccesi nella metropoli milanese, ha avuto un ruolo fondamentale.
“ La fede viene imposta ai più piccoli nell’età dell’infanzia, rispettando una sana tradizione del nostro popolo ma la fede non è quella… Il vero amore per il Signore lo si dimostra quando da imposizione la si trasforma in scelta “.
Durante l’incontro, Al Bano ha spaziato toccando varie tematiche anche legate all’attualità; ha raccontato del suo rapporto con un altro grande della musica italiana, Adriano Celentano, nei mesi scorsi al centro di un ciclone mediatico per quanto detto, proprio nei confronti del mondo ecclesiastico, nella sua apparizione al Festival di Sanremo: “ Vi assicuro che Adriano è un uomo dotato di una grande fede… d’altronde è Gesù stesso che ci ha insegnato che non esiste colui che non ha peccato “.
Altro tema scottante su cui ha scelto di soffermarsi, è la situazione degli abitanti tarantini “ costretti a sopportare funghi di cemento che sputano veleno in nome del progresso “.
Il libro racconta dell’infanzia del cantante italiano, delle sue prime esperienze nel mondo dello spettacolo, delle vicende più tristi, come la scomparsa della figlia Ylenia, i matrimoni e le storie d’amore concluse con qualche rimpianto, il tutto sempre con la consapevolezza di colui che sa di avere qualcosa di superiore a cui aggrapparsi nei momenti più bui e qualcuno da ringraziare nei momenti di felicità.
Un pomeriggio di gioia e riflessione dunque per i cittadini tranesi, dai più anziani ai giovanissimi, un momento in cui si è potuto conoscere un lato più intimo e magari spesso nascosto, di un uomo grande pur nella sua semplicità.
Giuseppe Colabella