È tra quelle opere “che commuovono con la loro bellezza e fanno rivolgere lo sguardo a considerare la grandezza delle creazioni dello spirito e dell'arte”. Rappresenta uno tra i più illustri monumenti del romanico pugliese ed “ostenta una posizione relativamente isolata rispetto agli edifici circostanti e si trova su uno sperone nelle immediate vicinanze del porto, con l'effetto di creare un chiaro punto di riferimento sia a chi la guardi dalla posizione elevata dei rilievi della Murgia circostanti la città… sia a chi la guardi dal mare”.
Così la soddisfatta sezione locale che fa capo alla Società di storia patria per la Puglia, e che ha avuto un ruolo fondamentale nel sostenere l'opportunità di dedicare un francobollo alla cattedrale di Trani, ora lo presenta ai lettori di “Vaccari news”. Francobollo bulinato da Rita Morena che, a giudicare dall'immagine, appare un po' cupo. Inquadrato nella serie “Il patrimonio artistico e culturale italiano”, sarà in vendita con l'1 giugno a 60 centesimi, prodotto in due milioni e settecentomila esemplari raccolti in fogli da venticinque.
Del bollettino illustrativo si è occupato l'arcivescovo di Trani, Barletta e Bisceglie Giovan Battista Pichierri, mentre l'annullo avrà per riferimento lo sportello filatelico presente nell'ufficio postale più importante del centro.
La costruzione fu iniziata subito dopo la morte in odore di santità, avvenuta a Trani nel 1094, di un giovane monaco proveniente dalla vicina Grecia: Nicola il Pellegrino. Venne canonizzato rapidamente per acclamazione popolare ed i tranesi concorsero, con “minuta pecunia” o con giornate lavorative, a edificare il tempio. Secondo l'antico agiografo di san Nicola Pellegrino, Antonio Paoli, la costruzione fu ultimata nel 1143, ma per altri storici i lavori si sarebbero protratti fino al 1185 o anche al 1222. Sorge su una preesistente chiesa dedicata a santa Maria della Scala, a sua volta realizzata sopra un ipogeo catacombale, risalente ai primi secoli dell'era cristiana, denominato Confessione di san Leucio, perché vi sarebbero stati conservati i resti mortali del vescovo brindisino, precedente patrono di Trani.
La facciata, semplice, è cuspidata e costruita in materia calcarea; alla luce del tramonto, assume inconfondibili tonalità di colore rosato. Misura 24 metri in larghezza e 37,50 in altezza. La navata centrale conta 46,88 metri in lunghezza, 9,25 in larghezza e vanta un'altezza di 34. Il campanile, opera di Nicolaus “sacerdos et protomagister”, è di epoca posteriore, XIII secolo; sale per 58,90 metri. Al fine di ovviare a problemi strutturali, negli anni Cinquanta del secolo scorso fu sottoposto ad un intervento di restauro radicale, con smontaggio pietra per pietra e ripristino nello stesso ordine.
