La Gazzetta del mezzogiorno di oggi, a pagina 10 della sezione nazionale, riferisce del via ai progetti di quattro, nuovi ospedali, anziché i dodici previsti dal piano regionale sanitario. Fra i quattro, tuttavia, vi sarebbe spazio anche per quello della nostra Asl Bt: sorgerebbe nei pressi di Corato, vale a dire lungo la direttrice Trani-Andria-Corato espressamente indicata dalla delibera del consiglio comunale e successivamente riaffermata dal sindaco negli incontri con le autorità regionali che si sono resi possibili. Tale programmazione sarebbe possibile sulla base di un finanziamento di 564 milioni disponibili fra i fondi per l’edilizia sanitaria predisposti dalla legge 67 del 1988.
L’ipotesi ha rabbuiato gli umori il presidente della giunta provinciale. «Una nuova struttura ospedaliera tra Andria e Corato? Lo apprendo da notizie di stampa e penso si tratti di una soluzione nefasta». È quanto afferma il Presidente della Provincia di Barletta - Andria - Trani, Francesco Ventola, in merito alla realizzazione, prevista nella programmazione regionale, di un nuovo ospedale da localizzare nel territorio della Bat che, stando a quanto riportato nei giorni scorsi da alcuni organi di informazione, potrebbe essere ubicato tra le città di Andria e Corato.
A tal riguardo, il Presidente Ventola ha scritto al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, all’Assessore regionale alle Politiche della Salute Ettore Attollini, all’Assessore regionale alle Opere Pubbliche Fabiano Amati e, per conoscenza, al Direttore Generale della Asl Bat, Giovanni Gorgoni. «Tale ipotesi - si legge nella nota a firma del Presidente della Provincia di Barletta - Andria - Trani - sarebbe lontana da ogni valutazione emersa nella competente Assemblea dei Sindaci della Asl Bat in cui si era optato per un ospedale da realizzare nell’agro di Andria, direttrice Andria-Canosa, su terreni del patrimonio pubblico, di cui come Provincia avevamo già manifestato la nostra disponibilità. Sarebbe assurdo - spiega ancora Ventola - se chi ha responsabilità decisionali non si faccia carico di quanto già subito dalle comunità direttamente interessate, che hanno visto drasticamente azzerare l’offerta assistenziale ospedaliera (basti pensare alla chiusura degli ospedali di Minervino Murge e Spinazzola).I principi e le finalità di qualità, appropriatezza e contenimento della spesa del Piano regionale di riordino ospedaliero possono e devono essere coniugati con i bisogni e con i costi sociali che le scelte di chi governa provocano sulla gente, ed in particolar modo sulle fasce più deboli. Sono convinto che la coerenza tra le affermazioni di principio e l’operare di un pubblico amministratore si misuri proprio quando le scelte ci mettono in condizione di mirare al primario obiettivo di salvaguardare l’interesse ed i bisogni della gente. E questo in tempi più celeri possibile, se si considera che il nostro territorio provinciale soffre per indici di ospedalizzazione più bassi dell’intero contesto regionale. Pertanto - conclude Ventola -, un’offerta più adeguata in termini di avanguardia, quanto ad efficacia ed efficienza, che risponda alla domanda di salute ed alle aspettative professionali dei nostri operatori, necessita di una pronta ed affidabile risposta. Da tempo la stiamo ancora aspettando!».
Alle dichiarazioni del presidente della giunta provinciale risponde, a stretto giro di posta, il riconfermato consigliere comunale del Pd, Mimmo De Laurentis: «Ho trovato disdicevole l’intervento del Presidente della Provincia sulla localizzazione del nuovo ospedale di Andria – scrive De Laurentis -, all’indomani delle indiscrezioni su decisioni che potrebbe assumere la Regione Puglia. Egli interviene a gamba tesa sulla questione chiedendo che venga localizzato sulla direttrice Andria-Canosa, ovvero su di un terreno della Provincia. Forse le elezioni amministrative della propria città con la sua candidatura a Consigliere Comunale hanno fatto perdere di vista il ruolo equidistante che dovrebbe avere un Presidente di Provincia. Il suo campanilismo appare stridere e confliggere con tale prestigiosa carica, incurante che la sua posizione possa danneggiare comunità densamente popolate come Trani e Bisceglie che, quotidianamente, devono affrontare i disagi di una riorganizzazione sanitaria imposta dal governo».
De Laurentis, peraltro, rammenta «l’intervento di solidarietà del presidente Ventola alla nostra comunità espresso in quella discussa e costosa seduta di Consiglio Comunale di Trani tenutasi presso la sala dell’Ospedale. Evidentemente, il suo, fu un discorso opportunistico finalizzato ad ingraziarsi la platea e dirottare le responsabilità verso chi era assente. In quella occasione, è bene rammentarlo, il Consiglio Comunale deliberò all’unanimità di chiedere che il nuovo ospedale di Andria fosse realizzato all’interno dell’area tra Andria, Trani, Bisceglie e Corato ma, evidentemente, altri voglio cose diverse. È bene che i tranesi lo rammentino d’ora innanzi».
