Anche in piena campagna elettorale le commissioni consiliari si sono tenute, e per più d’uno, anche con le solite frequenze a doppia cifra. Anzi, proprio quelli che poi sarebbero stati i consiglieri più suffragati fra gli uscenti (Damascelli e De Toma), hanno dimostrato che si può fare campagna elettorale con profitto pur sottraendo tempo prezioso alla ricerca dei voti e dedicandolo all’attività amministrativa della città. Infatti, entrambi, hanno partecipato a ben quindici commissioni consiliari, che dovrebbero averli impegnati per moltissime ore, eppure sono stati eletti a furor di popolo. Nell’attesa di rivederli nella prossima assise, per loro aprile si chiude con la massima indennità conseguibile: 920 euro, stessa somma che raggiungono anche due donne, Rosa Uva ed Ines Fabbretti: la prima si è anch'ella confermata consigliere comunale ed è rimasta l’unica donna dell’assemblea; la seconda ha scelto di non ricandidarsi e, quindi, si è pienamente concentrata sulle commissioni senza distrazione alcuna.
Questa percezione del fatto che l’impegno su due fronti abbia giovato a più d’uno, anziché arrecare nocumento, si rafforza alla luce delle dodici commissioni di Sotero e Ferri, anche loro agevolmente eletti il 6 e 7 maggio: per loro 885 euro, alla pari di chi invece ha scelto di fermarsi, vedi De Feudis e Marinaro.
Minime le presenze degli altri, tutte sotto la doppia cifra, in molti casi con molti zeri che testimoniano, probabilmente, anche delle attività consiliari ormai ridotte al lumicino, perché poi sarebbe curioso conoscere quali siano stati i provvedimenti trattati nelle commissioni in vista di consigli comunali, ad aprile, mai tenuti.
Il dirigente della terza ripartizione, peraltro, ha liquidato anche i consiglieri che a gennaio avevano partecipato ai lavori della terza commissione: Basso; Corrado; D’Amore; De Laurentis, Triminì. Il totale, per loro, fa 4.600 euro. Sommandoli agli 11mila di tutti gli altri ad aprile, ed aggiungendoci 1325 euro di Irap, il totale liquidato è 17mila euro. E con questi, ufficialmente, la consiliatura del “Tarantini bis”, con i suoi quaranta consiglieri, è definitivamente consegnata agli archivi. Ed al tesoriere.
