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La tempesta nel Pdl di Trani, Tarantini replica a Cozzoli: «Non voglio disturbare alcuno, ma nessuno può impormi di stare zitto»

In tutti questi anni non nascondo di aver avuto gusto per la polemica, persino asperrima, ma sempre limitata all’ambito della politica e mai personale; credo, conseguentemente, di poter affermare di aver sempre rispettato e ricevuto altrettanto rispetto da amici ed avversari politici.

Sono dunque piuttosto in difficoltà nel replicare alla lettera che Emanuele Cozzoli mi rivolge a mezzo stampa.

In difficoltà perché dovrei dare del Lei ad una persona con la quale sino a ieri ci siamo dati del Tu e con la quale, se dovessi rispondere per le rime, dovrei dar vita ad una lite da ballatoio vista la volgarità (definire “mendicanti” i miei amici è un’offesa grave) e la tracotanza (discettare su quanto tempo io debba dedicare alla mia professione è una pesante caduta di stile) delle sue argomentazioni.

Mi limiterò dunque a rispondere nel merito ad alcune sue affermazioni, premettendo che egli mi accusa di dire cose non vere, ma nello sviluppo della lettera, non confutando affatto le mie tesi, mi rivolge una serie di accuse sulle quali non posso non dire la mia.

Non credo di aver voluto distruggere Forza Italia e il PDL visti i risultati elettorali che abbiamo ottenuto in questi anni a tutti i livelli, mi auguro e mi sforzo, anzi, perché questi si possano ripetere anche in futuro. Io, dall’età di 14 anni, appartengo alla categoria dei militanti, sempre della stessa parte, non a quella dei “surfisti” della politica, l’unica onda che conosco è quella delle mie idee politiche e non quella della convenienza.

Accusarmi dei comportamenti dei Consiglieri provinciali a me “vicini” è una logica che non mi appartiene, sappia che uno dei tre che non hanno votato il Bilancio non ho neanche il piacere di conoscerlo, esistono, veda, le persone che ragionano con la loro testa e non hanno bisogno di uno a cui “essere vicini”.

Per lo stesso motivo credevo, in perfetta buona fede, che i candidati nella lista del PDL alle ultime elezioni comunali fossero tutti “amici” miei per definizione o che per lo meno lo fossero stati fino a quel momento, non credevo di dover far candidare degli alieni purchè indossassero una maglietta con su scritto “amico di Pinuccio Tarantini” per poter poi dire, come qualcun altro fa : “ Questi sono miei!” .

Se ho rifiutato di ricoprire cariche nel Partito mentre ero Sindaco di Trani era perché ero e sono tuttora convinto che non sia elegante per un grande Partito che le stesse persone facciano più parti in commedia e l’ individuare tre persone che traghettassero il Partito nella fase pre –elettorale fu la richiesta che, in subordine, mi venne fatta dall’Assemblea tutta.

In tutti questi anni non credo proprio di aver mai emarginato nessuno e ho accettato sempre i consigli dei Partiti e dei Consiglieri per poi metterli in pratica quando li ho condivisi.

Proprio in merito alle nomine a cui il Cons. Cozzoli faceva riferimento.

In particolare, nel suo caso, ho accettato i nominativi da lui suggeritimi per ruoli importanti quali quelli di revisore dei conti delle Aziende AMIU ed AMET, di Assessore, di componente il Nucleo di Valutazione.

Certo se i curricula di queste persone non mi avessero convinto non li avrei mai nominati, ma non può che essere così quando la firma in calce ad un provvedimento è tua.

In quella lettera, si giustifica il “commissariamento” del PDL di Trani (“excusatio non petita”: io non ne avevo parlato nel mio articolo)con l’abnegazione e la dedizione al Partito, evidentemente del Commissario, in questi anni.

Chiarisco una volta per tutte: io non ho nulla da dire su Peppino Di Marzio e sulla sua conduzione del Partito e quand’anche ce l’avessi non parlerei mai perché non ho nessuna intenzione di interferire sulla politica cittadina.

Quello che contesto l’ho già detto più volte: non mi piacciono le concentrazioni di cariche su una stessa persona, chiunque essa sia.

Se, quando si è parlato di miei plurimi incarichi, si faceva riferimento al fatto che sono stato contemporaneamente Sindaco di Trani, Presidente dell’ ATO rifiuti (carica dalla quale mi sono dimesso per poter sostenere la causa di AMIU) e Presidente del Patto Territoriale, mi pare pleonastico dire che queste ultime due cariche sono appannaggio dei Sindaci e che quindi, essere stato individuato dai Colleghi delle altre Città per ricoprirle, sia stato un onore per la nostra Città e per me.

Per concludere, dunque, il Consigliere Cozzoli, è questo, mi pare, il succo della sua lettera, mi invita a farmi da parte e non disturbare gli attuali “conduttori del vapore” perché “ogni cosa ha il suo tempo” e il mio, a parere di Cozzoli, è passato.

Non tema il Consigliere, non ho nessuna intenzione di disturbare nessuno, so quanto è difficile amministrare la nostra Città e quanto sia più facile parlare piuttosto che fare!

In questi anni credo di aver dimostrato di sapere, appunto, distinguere i ruoli e da parte mia c’è e ci sarà sempre il massimo rispetto e il massimo sostegno, silenzioso, per l’Amministrazione e ovviamente per il Sindaco della nostra Città.

Pretendere però che io stia zitto sulle questioni politiche in generale o che addirittura stia zitto.. e basta mi sembra un po’ troppo, a zittirmi non ci riusciva neanche mio padre, figuriamoci il Consigliere Cozzoli ed affini! (dei suoi parenti ho troppo rispetto ed amicizia).

 


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