I dipendenti di Amet Spa addetti al servizio trasporti urbani, sosta a pagamento ed assistenza ai diportisti (darsena comunale) sono senza stipendio.
La società, infatti, non ha provveduto a corrispondere lo stipendio del mese di agosto 2012 ai suoi dipendenti, dopo vari episodi verificatisi nei mesi scorsi.
Nei fatti, ad oggi, non si è a conoscenza di quando verranno erogate le spettanze del mese di agosto determinando ai dipendenti, oltre al danno economico, quello morale aggravato dall’incertezza del futuro, e dal timore di non poter onorare eventuali obbligazioni esistenti in ogni nucleo familiare.
È difficile comprendere come sia possibile che una azienda pubblica come Amet non corrisponda in maniera regolare lo stipendio ai suddetti dipendenti.
La situazione è ancora più grave laddove la società pubblica mette in atto un palese sistema vessatorio e discriminatorio tra dipendenti, poiché il management di Amet Spa ha corrisposto la retribuzione del mese di agosto solo ai dipendenti del settore elettricità, escludendo di fatto tutti gli altri dipendenti appartenenti agli settori.
Tale comportamento aziendale preoccupa in quanto, molto probabilmente, le casse aziendali rasentano e delineano un deficit irreversibile dell’azienda comunale.
E’ per questi motivi che si chiedono risposte chiare ed immediate sullo stato finanziario dell’Amet, ai fini della tutela degli interessi dei lavoratori che hanno dimostrato fino ad ora senso di responsabilità e attaccamento al posto di lavoro.
A ben guardare, ci si rende conto del fatto che ai dipendenti Amet, oltre agli innumerevoli “soprusi”, ora viene negato il più elementare dei diritti, ovvero, quello della certezza della corresponsione degli stipendi.
In ultimo, confidando nell’autorevole intervento del sindaco di Trani, si coglie l’occasione per rammentare che la Società Amet continua a rifiutare qualsiasi dialogo costruttivo con i rappresentanti dei lavoratori.
Immenso piacere riceveremmo se tali fatti fossero smentiti da fatti concreti. Si rimane in impaziente attesa, cordialmente.
I Dirigenti Regionali sindacali - Michele Santeramo (Ugl) - Gaetano Fanelli (Uilt)
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«In queste ore l’azienda sta erogando loro un’anticipazione degli emolumenti, che sarà seguita nei prossimi giorni dal saldo». Queste le dichiarazioni del presidente e Ad di Amet, Ninni De Toma, tese a rassicurare i dipendenti in protesta. Il problema, però, resterà anche in futuro. «Se finora abbiamo pagato le spettanze di questi dipendenti – spiega De Toma –, è perché Amet ha anticipato loro denaro liquido prelevato dalle altre attività aziendali. È da otto mesi che riconosciamo questi stipendi con soldi attinti dalla vendita dell’energia elettrica. Complessivamente, Amet ha anticipato in favore di questi dipendenti circa un milione di euro, che poi è la somma che il Comune di Trani, purtroppo, ancora non ci ha riconosciuto».
Alla base di tutto, sempre secondo quanto riferisce De Toma, «vi è la persistente mancanza di atti formali da parte del segretario generale (Luca Russo, ndr) per riversare alla nostra azienda i soldi che il Comune ha già posto regolarmente in bilancio, ma non ancora pagato. Trasporti urbani e darsena sono servizi che il Comune ci ha affidato “in house”, ma sono di proprietà del Comune stesso. Per l’espletamento di tali servizi Amet deve essere, a sua volta, regolarmente pagata. Sui parcheggi a pagamento, invece, grazie alla vendita dei grattini, siamo in qualche modo autosufficienti, quantunque anche tale servizio sia di proprietà del nostro socio unico. Questa paralisi del Comune è molto grave – conclude De Toma -, e di riflesso colpisce anche noi ed i nostri dipendenti. Per fortuna, grazie ad una più oculata gestione delle casse aziendali che il nostro Cda ha posto in essere negli ultimi due anni, siamo riusciti ad accantonare denaro liquido per fare fronte alle esigenze dei dipendenti. Ma ciò non potrà durare per sempre».
