Una notizia ed un indizio che, per il vice sindaco di Trani, farebbero una prova: «Se questo non è chiudere l’ospedale, allora che cos’è?».
La domanda, provocatoriamente retorica, di Peppino Di Marzio, si lega alla circostanza, ventilata nel corso della conferenza dei sindaci e confermata in ambienti ospedalieri, secondo la quale il laboratorio analisi del “San Nicola Pellegrino”, a partire da lunedì’ prossimo, resterebbe aperto soltanto al mattino: «Non era mai successo prima – riferisce il vicario di Riserbato -, e già questa sarebbe una privazione molto grave».
Ma ci sarebbe di più, giacché, sempre lunedì, la direzione generale avrebbe convocato gli operatori del pronto soccorso con un ordine del giorno che farebbe dedurre che il presidio delle urgenze potrebbe, a sua volta, chiudere. «È incredibile come l’Asl Bt – attacca Di Marzio – da un lato ci illuda emanando il bando di gara per la ripresa dei lavori della storica sede del pronto soccorso e, dall’altra, possa chiuderci quello esistente che, per quanto inadeguato, è pur sempre un riferimento per tutta la città. Purtroppo – prosegue il vice sindaco – sembra che anche a Trani si voglia seguire la strada di Minervino e Spinazzola, dove il pronto soccorso non c’è più e le urgenze sono affidate alla sola postazione del 118. A questo punto – conclude Di Marzio – è chiaro che, senza pronto soccorso, l’intero ospedale di Trani non avrebbe più ragione di esistere. Pertanto, ci dicano chiaramente che l’ospedale di Trani chiuderà e noi ne prenderemo atto, traendone le opportune considerazioni e determinazioni».
Di Marzio, inoltre, riferisce di avere richiesto al direttore generale, Giovanni Gorgoni, precise indicazioni circa l’espletamento della gara e l’affidamento dei lavori per la nuova sede del pronto soccorso, ricevendo in cambio una risposta – «i tempi tecnici» – che non l’ha per nulla soddisfatto. «Non solo – aggiunge e conclude il vice sindaco -. Nulla si sa, ancora sulla riattivazione dei reparti chiusi quest’estate. Dovrebbero riaprire lunedì prossimo, primo ottobre, ma credo che, per come stiano messe le cose, non vedremo nulla di nuovo. E questo accresce in noi la fondata sensazione che Trani si avvii ad una mesta chiusura, alla quale, peraltro, ci opporremo con tutte le forze».
