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Ospedale di Trani, i sindacati confermano: «Ridimensionato anche il pronto soccorso. Vietato farsi male dopo mezzogiorno»

La notizia è di quelle che fanno rabbrividire. Dopo quella del «part time» imposto al laboratorio di analisi, ecco l’ultima in ordine di tempo e che, in pratica, segna la fine totale dell’ospedale di Trani: da oggi,  martedì 2 ottobre (in serata di ieri si sarebbe  riunito il Dipartimento delle emergenze), anche il pronto soccorso viene  ridimensionato: diventa «punto di primo soccorso».

Ovvero, cittadini di Trani e quant’altri avessero bisogno di ricovero urgente, infartuati e similari, non hanno altra alternativa che sperare nella provvidenza per sopravvivere: non potranno più beneficiare di cure immediate, ma dovranno, prima, farsi un “viaggetto” fino ad un altro ospedale che sia in grado di accoglierli sperando di arrivare in tempo.

Solo le urgenze mattutine rientrano tra quelle che potrebbero essere affrontate alla men peggio. Dopo mezzogiorno, povero a chi capita, sarà necessario, vista la già decisa chiusura del laboratorio di analisi,  trasportare il paziente in un nosocomio in grado di accoglierlo. Sempre che lo si raggiunga per tempo, prima che si verifichi l’irreparabile.

Con la parola fine sul “San Nicola  Pellegrino”, cala anche definitivamente il sipario sulla dignità di una città di circa 60mila abitanti (in estate sfiora le centomila unità) grazie all’«efficienza» dei rappresentanti politici, poco tempestivi (o addirittura assenti) a contrastare i diktat.

Da tempo si parla di ospedale unico. E noi ci siamo sempre detti favorevoli. Ma, nel frattempo che sarà costruito, non ci hanno pensato due volte a smantellare tutte le strutture. Almeno, questo è l’ordine che è stato impartito da chi crede che, così facendo, si risparmia e si ripianano le casse. Sarebbe stato molto più logico far rimanere tutto come era e, nello stesso tempo, decidere democraticamente e con avvedutezza come attuare i poli distinti con Bisceglie.

Ma ci sarà da vedere (e questa evenienza dovrebbe essere compito della magistratura) in quale luogo si andrà a costruire il nuovo ospedale unico: è sempre più insistente il proposito di farlo tra Bisceglie e Molfetta. A  tal proposito, qualcuno già parla di proprietà legate a personaggi di spicco. Ma questa è un’altra storia.

Cosimo Nenna (portavoce Cgil, Cisl Uil, settore sanità Trani)


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